L'Italia del rugby ipoteca la seconda fascia, battuta ancora l'Australia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In una serata che ha riacceso i fervidi entusiasmi di tre anni prima, la nazionale italiana di rugby ha replicato il proprio successo contro i prestigiosi Wallabies, imponendosi con un netto 26-19 sul campo dello stadio Bluenergy di Udine, in un test match le cui implicazioni, al di là del merito sportivo, si proiettano direttamente verso il futuro sorteggio per la Coppa del Mondo del 2027. Una vittoria, questa, che non si limita al valore intrinseco di un risultato contro una formazione bicampione del mondo, ma che assume i contorni di un'operazione strategica di assoluto rilievo per il ranking mondiale, permettendo all'Italia di consolidare la propria posizione e di guardare con maggiore serenità al prossimo appuntamento cileno.

La svolta in classifica e l'obiettivo Mondiale

Il trionfo contro l'Australia, infatti, ha consentito alla squadra azzurra di scalare la graduatoria mondiale fino al decimo posto, un traguardo che, se mantenuto, rappresenta la chiave d'accesso per la seconda fascia in vista del sorteggio per la competizione iridata che si terrà in Australia. Questo obiettivo, a lungo inseguito e ora finalmente a portata di mano, richiede una conferma nel prossimo impegno contro il Cile, oltre a un andamento non eclatante di altre nazionali in lizza, come Georgia, Galles e Giappone, durante la medesima finestra di incontri di novembre. La partita contro i sudamericani si configura dunque come un vero e proprio ultimo scoglio da superare per cristallizzare un risultato che pochi, fino a poco tempo fa, avrebbero scommesso di raggiungere.

La reazione di carattere e l'episodio contestato

Ciò che ha maggiormente impressionato nella prestazione dell'Italia non è stata soltanto la capacità di avvio, brillante e piena di convinzione, ma soprattutto la tempra dimostrata in un momento critico della gara, quando la squadra, dopo un iniziale dominio, ha subito la rimonta australiana nella fase centrale del primo tempo. In questo frangente, la meta assegnata a Carter Gordon, la cui regolarità è stata oggetto di forti perplessità da parte azzurra per una discutibile interpretazione arbitrale, avrebbe potuto spezzare la resistenza italiana; al contrario, gli uomini del commissario tecnico hanno fornito una risposta di orgoglio e di qualità, ribadendo una maturità tattica e mentale in netta crescita, che ha permesso loro di riprendere il controllo dell'incontro e di guidarlo verso il successo finale.

L'eccellenza di Garbisi e le scelte tecniche

A rendere possibile questo importante traguardo è stata un'affermazione di squadra, nella quale spicca, per autorevolezza e precisione, la prestazione del mediano d'apertura Paolo Garbisi. Il giocatore, nonostante non sia il calciatore designato nel suo club del Toulon e nonostante il ritorno in nazionale del compagno Tommaso Allan, specialista del piede, ha disegnato una partita di rara efficacia, realizzando sedici punti personali senza commettere il minimo errore: dodici punti su altrettanti calci piazzati e la trasformazione di entrambe le mete. Una scelta, quella dell'allenatore di privilegiarlo come calciatore principale, che ha sorpreso gli osservatori, così come la decisione di lasciare inizialmente in panchina Allan e l'altro mediano Alessandro Page-Relo, dimostratesi però vincenti e funzionali al piano di gara complessivo, che ha visto le mete siglate da Monty Ioane e da Louis Lynagh.

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