L'escalation del caso Virzì: il Cinema Ambrosio minaccia azioni legali

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il giorno successivo all'abbandono della sala del Cinema Ambrosio da parte del regista Paolo Virzì, durante la presentazione del suo ultimo film "Un altro Ferragosto", non c'è stato alcun confronto, telefonata o scambio di vedute tra Virzì e Sergio Troiano, esercente del cinema di corso Vittorio Emanuele II. Troiano ha ribadito la sua intenzione di querelare Virzì.

La polemica

La polemica è nata durante la proiezione del film "Un altro Ferragosto". Virzì ha abbandonato la sala in segno di protesta per quella che ha definito una "pessima proiezione". Troiano, tuttavia, ha negato di essere presente in sala durante la proiezione.

La reazione di Troiano

Troiano ha espresso la sua delusione per l'atteggiamento di Virzì, definendolo una "scenata da diva insolente". Ha inoltre sottolineato che l'Ambrosio è un locale dove tutto di solito funziona bene, compreso il bar, prima e dopo le proiezioni, e dove non ha mai notato problemi con lo schermo.

Il futuro del film all'Ambrosio

A seguito dell'incidente, "Un altro Ferragosto" è stato rimosso dalla programmazione dell'Ambrosio. Non è ancora chiaro se e quando il film sarà nuovamente programmato.

La querelle continua

La querelle tra Paolo Virzì e Sergio Troiano continua. Sono circolati alcuni video che documentano ulteriormente l'irritazione del regista livornese per la proiezione del suo nuovo lavoro. Martedì sera, Virzì era nel cinema torinese per presentare la pellicola al pubblico con alcuni interpreti della commedia corale, Anna Ferraioli Ravel e Vinicio Marchioni.

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