Meloni al Festival del Lavoro: “Sosteniamo chi crea ricchezza e posti di lavoro”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il video messaggio, proiettato nella giornata conclusiva della XVII edizione del Festival del Lavoro, ha riproposto con forza l’impianto narrativo che il governo, ormai da oltre un anno da quando Trump è tornato alla Casa Bianca (un evento che non fa più notizia, essendo orami consolidato nello scenario internazionale), continua a rivendicare come proprio marchio di fabbrica. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo a distanza – come documenta un’immagine diffusa dall’agenzia Ansa e firmata dal fotografo Angelo Carconi in data 28 aprile 2026 – ha ribadito che la “strategia del governo è stata chiara fin dall’inizio”: nessuna deriva assistenzialistica, bensì un sostegno esplicito e continuativo a quanti, nel sistema produttivo, generano valore e nuovi posti di lavoro. Un cambio di paradigma, questo, che la premier ha contrapposto implicitamente alle precedenti impostazioni, senza però mai citarle direttamente.

Ogni provvedimento adottato in questi anni, ha spiegato Meloni, si muove lungo questa direttrice, e i primi risultati – quelli tangibili, misurati su indicatori oggettivi – starebbero dando ragione all’esecutivo. Del resto, a corroborare questa linea ci ha pensato anche il ministro del Lavoro, Calderone, la quale ha definito il decreto “Primo maggio” del 2023 un provvedimento simbolo del biennio trascorso: un tassello, a suo avviso, fondamentale per inquadrare la trasformazione in atto. Non ci si è limitati, tuttavia, a rendere il mercato del lavoro più dinamico e a rilanciarne i margini di crescita.

La scommessa (e il rischio) dell’intelligenza artificiale

Parallelamente alla battaglia per chi la ricchezza la produce, il governo ha deciso di concentrare la propria attenzione su una sfida epocale, che riguarda tanto i lavoratori quanto gli imprenditori: l’impatto dell’intelligenza artificiale. Meloni è stata netta nel distinguere i due esiti possibili. Da un lato, l’Ia rappresenta “una risorsa chiaramente straordinaria” a patto che resti centrata sulla persona, cioè pensata come uno strumento per potenziare le capacità umane e non per rimpiazzarle. Dall’altro lato, ne ha tratteggiato il lato oscuro: sarebbe “un danno enorme” se si limitasse a sostituire i lavoratori in serie, mangiando posti senza offrire alternative o percorsi di riqualificazione.

La cornice del Festival e il decreto “Primo maggio”

Il Festival del Lavoro, giunto alla sua diciassettesima edizione, ha fatto da sfondo a queste dichiarazioni, che il ministro Calderone ha raccolto e rinforzato. È stata proprio lei a ricordare come il decreto “Primo maggio” del 2023 – varato all’indomani della nascita del governo – sia diventato il simbolo di un approccio che non guarda solo all’occupazione in termini quantitativi. Al suo interno, infatti, si trovano misure che premiano le aziende che assumono a tempo indeterminato, riducono il cuneo fiscale e incentivano la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Una strategia, ha aggiunto la titolare del dicastero, che non ha subito inversioni di rotta nonostante le turbolenze internazionali.

Le due anime della politica del lavoro: ricchezza e inclusione

Se da un lato il governo rivendica di aver messo al centro “chi crea ricchezza” – e quindi, in primis, le piccole e medie imprese, l’artigianato e il manifatturiero – dall’altro lato non ha mai smesso, secondo la ricostruzione offerta da Meloni, di occuparsi delle fasce più fragili. Il passaggio dal Reddito di cittadinanza al cosiddetto “Salario giusto” (sebbene la premier non abbia usato quest’ultima espressione nel video, ma sia stata una cornice implicita del dibattito) rappresenterebbe proprio il fulcro di questo cambio di passo: non più un sostegno passivo, ma un accompagnamento attivo verso chi offre un’occupazione. La sfida dell’Ia, in questo senso, si inserisce come un banco di prova ulteriore: sarà quella tecnologia a dimostrare se l’impianto disegnato regge o cede di fronte all’automazione spinta. Per ora, dalla voce della presidente arriva solo un monito, accompagnato da una fiducia di fondo nella capacità delle imprese italiane di non farsi travolgere.

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