Stellantis, crollo della produzione e rischio per i posti di lavoro
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Redazione Economia
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TORINO — Nei primi nove mesi del 2024, la produzione nelle fabbriche italiane di Stellantis ha subito un calo drastico, superiore al 31%, come evidenziato dal report periodico della Fim-Cisl. Questo crollo, che ha coinvolto tutti gli stabilimenti del gruppo, ha portato a una produzione complessiva di 387.600 auto e furgoni, segnando una perdita di quasi 200.000 veicoli rispetto all'anno precedente. La situazione è particolarmente critica a Torino, dove la produzione è diminuita di 48.000 unità.
Il report della Fim-Cisl sottolinea come, per la prima volta, tutti gli stabilimenti siano in negativo, con una riduzione del 40,7% per le auto e del 10,2% per i veicoli commerciali. Anche gli stabilimenti di Pomigliano e Atessa, che nel primo semestre avevano registrato dati positivi, hanno subito un calo rispettivamente del 5,5% e del 10,2%. In particolare, lo stabilimento di Atessa, ex Sevel, ha visto un calo produttivo del 10,2%, con previsioni di chiudere l'anno con una produzione complessiva di auto sotto le 300.000 unità e di 500.000 unità includendo i veicoli commerciali, un terzo in meno rispetto al 2023.
La Fim-Cisl prevede che Stellantis rischi di chiudere il 2024 con una produzione complessiva inferiore a 500.000 veicoli, ben lontana dall'obiettivo di un milione di autoveicoli entro il 2030. Questo scenario negativo mette a rischio circa 25.000 posti di lavoro, aggravando ulteriormente la situazione economica del gruppo torinese.




