Crisi Stellantis, produzione in calo del 31,7% in Italia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La crisi che ha colpito il settore automobilistico in Italia, e in particolare il gruppo Stellantis, è stata confermata dai numeri diffusi dal sindacato dei metalmeccanici Fim-Cisl. Nei primi nove mesi del 2024, la produzione di veicoli è diminuita del 31,7%, passando da 567.525 unità nel 2023 a 387.000 unità. Questo calo significativo ha coinvolto tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, inclusi quelli di Pomigliano d'Arco e Atessa, che per la prima volta hanno registrato un bilancio negativo.

Il segretario della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, ha sottolineato come questa situazione non abbia precedenti nella storia dell'ex Gruppo Fiat. Se il trend negativo dovesse continuare, si prevede che la produzione totale a fine 2024 sarà inferiore alle 500.000 unità, un risultato mai visto prima. Tra le fabbriche più colpite, spiccano quella di Modena, con un calo del 75,8% nella produzione di Maserati, e quella di Mirafiori a Torino, che ha registrato una diminuzione del 68,4%.

La situazione è critica anche per gli altri stabilimenti: Melfi ha subito una riduzione del 61,9%, Cassino del 47,6%, Pomigliano d'Arco del 5,5% e Atessa del 10,2% per quanto riguarda i veicoli commerciali. La Fim-Cisl ha lanciato un appello per anticipare i tempi di lancio e produzione della 500 ibrida a Mirafiori, nella speranza di arginare la crisi.

Stellantis, dal canto suo, ha definito la visione del sindacato "parziale", cercando di minimizzare l'impatto negativo dei dati. Tuttavia, i numeri parlano chiaro: la produzione automobilistica in Italia è in profondo rosso, con una contrazione che non risparmia nessuno degli stabilimenti del gruppo.

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