Juve, il mercato del rinnovamento tra plusvalenze e nodi da sciogliere. Spalletti aspetta i segnali dal campo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Per la Juventus si è concluso un mercato pirotecnico, contrassegnato da numerosi colpi di scena e da una profonda opera di ristrutturazione dell'organico. Il risultato è una squadra che presenta qualche alternativa in più rispetto alla scorsa stagione, ma che conserva ancora alcune lacune e, soprattutto, tanti punti interrogativi da sciogliere sul campo.

Prima di analizzare le singole operazioni e gli equilibri della nuova rosa a disposizione di Luciano Spalletti, occorre però partire da una premessa doverosa: la pesante eredità lasciata dalla precedente gestione, che ha costretto il nuovo corso dirigenziale a muoversi su un terreno minato dagli esuberi e dai parametri del Fair Play Finanziario.

I numeri di una campagna acquisti da record

Quanto ha speso la Juventus sul mercato estivo 2026? Considerando le operazioni portate a termine durante la sessione dei trasferimenti, il club bianconero ha fatto registrare un impatto negativo sul conto economico tra entrate e uscite. Secondo le stime di Calcio e Finanza, i nuovi innesti e i calciatori rientrati dai prestiti hanno comportato maggiori costi per 98,05 milioni di euro, mentre le operazioni in uscita – tra plusvalenze, ricavi da prestiti e risparmi – hanno prodotto un effetto positivo stimato in 92,76 milioni.

Un dato, quest'ultimo, che risulta però fuorviante se non si contestualizza l'enorme cespite rappresentato dalla plusvalenza generata dalla cessione di Tarik Muharemovic.

La dirigenza guidata da Giovanni Carnevali e Ricky Massara ha infatti incontrato notevoli difficoltà nell'impostazione del mercato in uscita. Al di là degli svincoli di Dušan Vlahović e Filip Kostić, l'unica cessione a titolo definitivo che ha portato un minimo di liquidità è stata quella di Mattia Perin al Palermo per 500 mila euro.

Per il resto, la strategia si è basata su una lunga serie di prestiti, spesso senza obbligo di riscatto, che hanno riguardato giocatori come Vasilije Adžić (Sassuolo), Fabio Miretti (Beşiktaş), Loïs Openda (Lione), Michele Di Gregorio (Bournemouth) e Jonathan David (Atlético Madrid).

La situazione è stata resa meno critica dall'operazione che ha coinvolto il difensore bosniaco Tarik Muharemovic. Ceduto dal Sassuolo al Leeds United, il trasferimento ha permesso alla Juventus di incassare poco più di 17,4 milioni di euro grazie a una clausola del 50% sulla futura rivendita inserita al momento della sua cessione ai neroverdi. Una plusvalenza che, come sottolineato da più parti, si è rivelata provvidenziale per ossigenare le casse e permettere a Spalletti di affrontare la stagione con meno patemi.

Il nuovo volto della squadra: arrivi e gerarchie

La campagna acquisti è stata caratterizzata da interventi in tutti i reparti. Sul fronte degli arrivi, spiccano i riscatti di Jérémie Boga e Randal Kolo Muani, resi definitivi dopo le esperienze in prestito, e gli acquisti di giovani promesse come Jeff Ekhator e Kerim Alajbegović. Notevole anche il rinnovamento tra i pali con gli arrivi in prestito di Guglielmo Vicario dal Tottenham e Kamil Grabara dal Wolfsburg.

A questi si aggiungono i rientri alla base di calciatori come Douglas Luiz, Nico Gonzalez e Daniele Rugani, che sono stati reintegrati nella rosa a disposizione del tecnico.

L'ultimo giorno di mercato ha portato ulteriori innesti, con i prestiti di Pape Matar Sarr dal Tottenham e di Nick Woltemade dal Newcastle. Proprio l'arrivo dell'attaccante tedesco, che va a sostituire Jonathan David, rappresenta una scelta tattica precisa: con i suoi 198 centimetri, Woltemade offre un profilo atipico, capace di fare da riferimento fisico e di legare il gioco, agendo quasi come un regista offensivo per favorire gli inserimenti degli esterni come Conceição, Boga e Gonzalez.

Nonostante i numerosi volti nuovi, rimangono aperte alcune questioni relative al reparto difensivo e al centrocampo, dove la sensazione è che possa ancora mancare quel giocatore in grado di fare da equilibratore. Il mercato della Juventus non si è concluso definitivamente, con alcune piste che potrebbero ancora concretizzarsi nei prossimi giorni, approfittando delle finestre di trasferimento ancora aperte in altri Paesi.

Giocatori come Federico Gatti, Daniele Rugani e Arkadiusz Milik potrebbero ancora salutare Torino, con la Turchia, il Portogallo e l'Arabia Saudita tra le possibili destinazioni.

Il vero banco di prova sarà ora il campo, dove Luciano Spalletti dovrà dimostrare di saper trovare la quadra tra i nuovi innesti e gli elementi di una rosa che, al netto delle cessioni e degli arrivi, punta a riconquistare un posto di vertice in Serie A e a tornare protagonista in Europa.

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