Il freddo incalza a nord-est, l’atlantico domina sul Mediterraneo. Il tempo in Europa si spacca in due
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Redazione Interno
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Mentre sull’Europa occidentale, compreso il bacino del Mediterraneo, le correnti atlantiche impongono un clima mite ma costantemente perturbato, il grande gelo mantiene salda la sua presa sul comparto nord-orientale del Continente. Le temperature registrate nel primo pomeriggio confermano una netta dicotomia, con valori rigidi che persistono, indicativamente, fino al nord della Germania, separati da un confine meteorologico ben definito dall’aria più temperata – sebbene spesso accompagnata da pioggia – che caratterizza le regioni bagnate dall’Oceano. Questa configurazione, destinata a durare ancora per diversi giorni, delinea un quadro in cui l’inverno sembra essersi ritirato solo parzialmente, conservando riserve di aria fredda pronte a influenzare gli sviluppi delle prossime settimane.
Febbraio italiano: piogge in primo piano, il gelo resta un'incognita
Per l’Italia, e in particolare per regioni come la Toscana che aveva sperimentato l’ondata di freddo glaciale di inizio gennaio, il mese di febbraio si prospetta movimentato ma senza eccessi termici eclatanti. Gli esperti di 3B Meteo prevedono un continuo passaggio di perturbazioni atlantiche, le quali porteranno fasi piovose anche insistenti soprattutto lungo i versanti tirrenici. Se da un lato, quindi, non è atteso nell’immediato un ritorno del grande gelo, dall’altro la pioggia sembra destinata a essere la protagonista indiscussa del panorama meteorologico, in un susseguirsi di eventi che manterranno il tempo instabile e dinamico. La domanda che molti si pongono, tuttavia, riguarda la possibilità di un colpo di coda della stagione invernale, una possibilità che i modelli non escludono nonostante il dominio apparente delle correnti miti.
Le dinamiche in quota: il ruolo chiave del Vortice Polare
La chiave per interpretare l’evoluzione futura risiede in quota, nella stratosfera, dove si stanno definendo dinamiche complesse. Negli ultimi aggiornamenti modellistici sta infatti guadagnando coerenza uno scenario che vede un “displacement”, ovvero uno spostamento, del Vortice Polare Stratosferico dal Polo geografico, piuttosto che una sua frantumazione in due lobi distinti. Questo movimento, favorito da un’onda planetaria dominante che si innesca sul settore pacifico-aleutinico, avrebbe ripercussioni sulla circolazione atmosferica alle quote inferiori. In termini pratici, un tale assetto tende a penalizzare il Mediterraneo, mantenendo l’Europa meridionale sotto l’influenza delle perturbazioni atlantiche e rendendo più difficile, almeno nel medio periodo, l’irruzione di aria fredda continentale verso sud.
Tra piogge incessanti e l'ombra del freddo
Ciò che ne deriva è un panorama in cui le prossime settimane si annunciano ricche di piogge, con tutte le conseguenze del caso sul territorio, mentre l’eventualità di un ritorno del freddo intenso rimane un’incognita da monitorare con attenzione. L’assetto stratosferico descritto, che dovrebbe configurarsi attorno alla metà del mese, infatti, non preclude del tutto scenari di raffreddamento successivi, ma ne modula i tempi e le modalità. Si prospetta, in sostanza, un febbraio dal carattere doppio: generoso con le precipitazioni – alcune delle quali potrebbero essere di carattere nevoso su quote medio-alte, come già visto in Toscana – ma più avaro e incerto riguardo alle discese di aria artica, il cui destino appare ancora legato alle complesse interazioni tra le forze in gioco in atmosfera.




