Il dopo Sciarelli a "Chi l'ha visto?", Freccero lancia Iannacone e il diretto interessato risponde: "Nessun contatto"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La successione alla guida di "Chi l'ha visto?" si tinge di giallo, quasi a voler omaggiare il genere di cui la trasmissione si occupa, alimentando un dibattito che tiene banco tra i palazzi di Viale Mazzini e le ipotesi dei giornalisti di settore.
A gettare benzina sul fuoco, nelle scorse ore, ci ha pensato Carlo Freccero, ex dirigente Rai e firma storica della televisione pubblica, il quale, intervenendo ai microfoni di Radio24, ha avanzato il nome di Domenico Iannacone come possibile erede di Federica Sciarelli, la storica conduttrice che ha lasciato il timone del programma di Rai 3 dopo ventidue anni di ininterrotta conduzione.
La provocazione di Freccero: "Iannacone ha un'empatia straordinaria"
Nel corso della sua partecipazione radiofonica, Freccero ha dipinto un quadro piuttosto preciso delle qualità che, a suo avviso, renderebbero Iannacone l'uomo giusto al posto giusto, pur ammettendo che la sua resta una suggestione più che una trattativa in corso. "Iannacone ha un'empatia con le persone straordinaria", ha dichiarato il noto opinionista, spiegando di aver osservato con attenzione il lavoro che il giornalista conduce in "Che ci faccio qui", l'altro programma di Rai 3 che lo ha reso celebre per il suo approccio intimo e rispettoso nei confronti delle storie umane.
Freccero ha sottolineato come la capacità di Iannacone di relazionarsi con chi soffre, di entrare in punta di piedi nelle vite degli intervistati senza mai eccedere in spettacolarizzazione, potrebbe rappresentare un valore aggiunto per una trasmissione che da decenni si occupa di persone scomparse e di cronaca nera, ma al contempo ha riconosciuto un'evidente eccezione alla regola: "Vero che Chi l'ha visto? è sempre stato condotto da una donna, ma mi colpisce molto l'empatia che Iannacone ha con le persone che soffrono, che stanno male".
La smentita categorica di Domenico Iannacone
A distanza di poche ore, tuttavia, le parole di Freccero hanno trovato una replica secca e inequivocabile direttamente dal diretto interessato, il quale ha voluto mettere a tacere qualsiasi tipo di voce che lo volesse già pronto a indossare i panni di conduttore del contenitore del piccolo schermo dedicato alle gialli e alle speranze dei familiari.
In una nota stampa rilasciata ai principali organi di informazione, Domenico Iannacone ha categoricamente smentito di aver avuto contatti con i vertici aziendali per un eventuale passaggio di consegne, definendo l'ipotesi come "una provocazione nata da un accostamento televisivo" e del tutto priva di fondamento.
"Non ho avuto nessun contatto con la Rai in merito a Chi l'ha visto?", ha affermato il conduttore, specificando di non considerarsi assolutamente il candidato naturale per una trasmissione di quella portata e con quelle specifiche caratteristiche; "Ci sono tanti colleghi più accreditati, che hanno esperienza in questo settore", ha aggiunto, smorzando così gli entusiasmi di chi vedeva in lui il profilo ideale per subentrare alla Sciarelli, la quale ha lasciato il programma dopo oltre due decenni di onorato servizio.
I palinsesti Rai e il rebus della nuova conduzione
Il rebus su chi prenderà il timone della storica trasmissione di Rai 3 rimane quindi più aperto che mai, nonostante le voci che si rincorrono nei corridoi e le indiscrezioni che periodicamente affiorano sui quotidiani specializzati.
Nel corso della presentazione dei palinsesti Rai per la stagione 2026/2027, che si è tenuta ad Ancona lo scorso 3 luglio, l'azienda non ha fornito alcuna certezza in merito, limitandosi a dichiarare che al momento non esiste un nome papabile sul tavolo e che non si escluderebbe neppure un clamoroso ritorno di Federica Sciarelli, la cui uscita di scena non era stata inizialmente programmata come definitiva.
La produzione, tuttavia, si trova a dover gestire una fase di transizione delicata, in cui l'esigenza di mantenere alto il livello di ascolti e di garantire la continuità di un marchio storico come "Chi l'ha visto?" si scontra con la necessità di trovare un volto nuovo, capace di traghettare il programma verso il futuro senza tradirne l'identità e il rapporto quasi simbiotico con il pubblico che ha seguito le inchieste e gli appelli per tutti questi anni.
L'empatia come cifra stilistica del giornalismo di Iannacone
Osservando il lavoro di Domenico Iannacone, che da anni si distingue per uno stile asciutto e partecipato nei suoi reportage, emerge chiaramente come la sua cifra distintiva sia proprio quell'empatia di cui parlava Freccero; una dote che, in un mondo televisivo spesso dominato da toni urlati e da un'informazione superficiale, rappresenta una rarità.
Iannacone ascolta prima ancora di intervistare, si siede al tavolo della cucina delle persone comuni e ne restituisce la dignità attraverso un racconto che non giudica, che non cerca il sensazionalismo a tutti i costi, ma che si limita a osservare con rispetto la complessità delle esistenze altrui.
Tuttavia, come lui stesso ha fatto notare, la conduzione di un rotocalco investigativo come "Chi l'ha visto?" richiede competenze specifiche che vanno oltre la semplice capacità di ascolto, implicando una profonda conoscenza delle dinamiche giudiziarie e investigative, un mestiere che Iannacone, nonostante il suo indubbio talento narrativo, non ha mai esercitato in prima persona in quella specifica veste, preferendo mantenere il ruolo di inviato e autore di profondi racconti sociali piuttosto che di conduttore in studio di un programma quotidiano di attualità.




