Il flop della Chery sui mitici gradini del Tianmen

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Era nelle intenzioni della casa automobilistica cinese Chery, che non ha voluto nascondere le proprie ambizioni, riprodurre un'impresa divenuta leggendaria nel mondo dell'automotive, ovvero quella che vide protagonista, anni fa, un fuoristrada Land Rover affrontare con successo la ripida scalinata che conduce alla Heaven’s Gate, la “Porta del Paradiso” sul monte Tianmen. L'obiettivo, chiaro e diretto, era quello di dimostrare le capacità del suo nuovo Suv elettrico, il Fulwin X3L, dotato di range extender, in una sfida estrema che avrebbe dovuto eguagliare, se non superare, il gesto tecnico del suo celebre predecessore. L'evento, meticolosamente organizzato, si è però trasformato in un autentico disastro di portata planetaria, poiché l'auto, a circa tre quarti del percorso, ha perso improvvisamente aderenza e trazione, iniziando a retrocedere in modo incontrollato e andando a infrangere con violenza una recinzione di protezione, riportando danni ingenti alla carrozzeria.

La sfida impossibile sui 999 gradini

Il palcoscenico scelto per questa prova, che si preannunciava epocale, non era certo dei più facili: la cosiddetta “Scala verso il Cielo”, con i suoi 999 gradini, un dislivello che raggiunge i 150 metri su una lunghezza di oltre 300, e una pendenza media che si aggira attorno ai 45 gradi. Un tracciato, questo, che richiede non solo una potenza considerevole ma anche un controllo della coppia motrice e un'aderenza impeccabili, qualità che il Fuoristrada britannico aveva saputo dimostrare in passato e che il costruttore cinese sperava di poter eguagliare, seppur con un modello a propulsione elettrica. L'impresa, che avrebbe dovuto consacrare le doti del Fengyun X3L – questo il nome completo del veicolo – nelle situazioni più proibitive, si è invece risolta in una clamorosa sconfitta, vanificando gli sforzi del team che aveva preparato la manifestazione.

Il cedimento e la retrocessione incontrollata

Mentre il Suv tentava la scalata, sotto gli occhi attoniti dei presenti e delle telecamere che avrebbero dovuto immortalare il trionfo, qualcosa è andato irrimediabilmente storto. Il veicolo, dopo aver affrontato una parte significativa del pendio, ha smarrito la presa sull'asfalto dei gradini, cedendo alla forza di gravità. Invece di procedere in avanti, ha così iniziato a scivolare all'indietro, in una discesa incontrollata che gli operatori a bordo non sono riusciti a fermare. La sua corsa retrograda si è conclusa solo nell'urto contro le barriere di sicurezza, che non hanno resistito all'impatto e sono state divelte, mentre l'auto terminava la sua corsa in posizione laterale, visibilmente danneggiata. L'episodio, filmato e immediatamente divenuto virale, ha mostrato senza mezzi termini il fallimento tecnico dell'operazione.

Le conseguenze di un autogol promozionale

Quella che doveva essere una campagna promozionale memorabile, capace di lanciare un prodotto con un'immagine di forza e affidabilità, si è dunque capovolta in un autentico autogol, le cui ripercussioni mediatiche sono state amplificate dalla rapidità con cui il video dell'incidente si è diffuso in rete. L'evento, che avrebbe dovuto echeggiare il successo dello spot storico della Land Rover, ha finito per sottolineare, in maniera diametralmente opposta alle aspettative, i limiti del veicolo in un contesto di tale difficoltà. Senza aggiungere commenti sulle reazioni del pubblico o della concorrenza, il fatto resta: la scalata non è stata portata a termine e l'immagine del prodotto ne è uscita fortemente compromessa, trasformando un investimento pubblicitario in un caso studio su come un test estremo possa rivelarsi un boomerang.

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