Tragedia in Alaska, il geologo padovano Riccardo Pozzobon muore su un ghiacciaio
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il ricercatore padovano Riccardo Pozzobon, geologo planetario del dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, è morto il 2 settembre sul ghiacciaio Mendenhall, in Alaska, inghiottito da un corso d’acqua di fusione glaciale. Pozzobon, che aveva da poco compiuto quarant’anni, stava partecipando a una missione scientifica internazionale – il progetto Gemini, finanziato dal National Geographic Grant Program – quando l’incidente lo ha strappato alla vita e alla scienza, lasciando un vuoto profondo tra colleghi e amici.
Francesco Sauro, uno dei suoi più stretti collaboratori, ha ricostruito gli ultimi, tragici momenti: l’ultima conversazione telefonica, avvenuta martedì mattina, in cui Pozzobon, appena arrivato in cima al ghiacciaio con l’elicottero insieme ad altri ricercatori, aveva descritto la normalità di un’operazione di routine, perfino la presenza di alcuni turisti. Poco dopo, durante la pausa pranzo, si era allontanato per riempire una borraccia in un torrente superficiale, formatosi per lo scioglimento dei ghiacci, ed è lì che è scivolato, venendo risucchiato dalla corrente interna.
La notizia della scomparsa ha provocato un’ondata di cordoglio nel mondo accademico e non solo. Nicola Surian, direttore del Dipartimento di Geoscienze, lo ha ricordato definendolo non solo “un ricercatore appassionato e talentuoso”, ma soprattutto un uomo il cui valore umano e professionale ha lasciato un’impronta indelebile in chi ha condiviso con lui progetti e ricerche. La compagna Claudia è stata sommersa da messaggi di vicinanza, mentre l’astronauta Luca Parmitano, con cui aveva collaborato per l’Agenzia Spaziale Europea, ne ha lodato lo spirito esplorativo e la dedizione.




