Samantha Cristoforetti ricorda l'umanità di Riccardo Pozzobon

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Alla costellazione di voci che, in queste ore, celebrano la memoria di Riccardo Pozzobon, il ricercatore padovano scomparso tra i crepacci del ghiacciaio Mendenhall in Alaska, si è unita quella, autorevole e sentita, di Samantha Cristoforetti. L’astronauta, attraverso un messaggio diffuso dall’Agenzia spaziale europea, ha voluto onorare la figura del geologo quarantenne di Selvazzano, concentrandosi non soltanto sul suo profilo scientifico ma, in modo ancor più profondo, sulle sue doti umane. «Più delle brillanti lezioni di geologia – ha scritto Cristoforetti – custodirò il ricordo della sua gentilezza e del calore con cui sapeva ispirare chi lo incontrava».

Il tributo dell’Esa, che ha raccolto numerose testimonianze, si inserisce in un coro di commemorazioni che vede coinvolta l’intera comunità accademica, la quale continua a ricordare il docente del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova. Un cordoglio che, dopo le parole di Luca Parmitano, si arricchisce dunque del ricordo di un’altra figura di primo piano nel panorama dell’esplorazione spaziale italiana, a sottolineare il legame ideale tra lo studio della terra e la ricerca oltre i suoi confini.

La tragedia, che ha privato il mondo della scienza di una mente preziosa, risale a una settimana fa quando, durante una spedizione di ricerca in Alaska, Pozzobon è stato inghiottito dalle insidiose cavità del ghiacciaio. Queste formazioni, note come moulins, sono canali verticali che si creano nel ghiaccio per l’azione dell’acqua di fusione e rappresentano uno degli aspetti più pericolosi per chi, come lui, studia da vicino la dinamica dei ghiacciai.

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