Blitz anticamorra a Napoli: clan pagava funerali agli affiliati e gestiva il pizzo con cellulari dal carcere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un sistema di controllo capillare, che passava dal sostegno alle famiglie degli affiliati uccisi fino all’imposizione del pizzo ai parcheggiatori abusivi. È quanto emerge dalle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, che hanno portato a un duro colpo contro i clan Troncone e Frizziero, attivi nei quartieri di Fuorigrotta e Chiaia. Ventiquattro le misure cautelari eseguite – quindici in carcere, sei ai domiciliari e tre con divieti d’impresa – su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, che ha ricostruito un’organizzazione dedita a traffico di droga, estorsioni e contrabbando di tabacchi esteri.

Tra gli aspetti più significativi, quello del clan Frizziero, che garantiva ai propri uomini non solo protezione in vita ma anche dopo la morte, coprendo le spese dei funerali per chi cadeva in agguati rivali. Una strategia che, se da un lato consolidava il legame con le famiglie degli affiliati, dall’altro rafforzava il controllo sul territorio. Non solo: i vertici, benché detenuti, continuavano a dirigere le attività illegali servendosi di cellulari introdotti illegalmente in carcere, nascosti dentro pacchi.

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