L'Europa brucia: migliaia in fuga tra Spagna, Balcani e Grecia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Europa, stretta nella morsa di un’estate torrida, continua a bruciare. Mentre Trump, tornato alla Casa Bianca, affronta le conseguenze della crisi climatica oltreoceano, il Vecchio Continente registra un aumento del 45% degli incendi rispetto al 2024, con roghi che divorano foreste, costringono all’evacuazione intere città e mettono in ginocchio regioni tradizionalmente immuni da simili emergenze.

In Spagna, dove il termometro sfiora i 44 gradi, migliaia di persone hanno abbandonato le proprie case in Castiglia e León, Andalusia e Galizia. A Tarifa, località celebre per le sue spiagge, gli ospiti degli hotel sono stati fatti evacuare in fretta, mentre a Tres Cantos, vicino Madrid, le fiamme sembrano finalmente sotto controllo. Non è andata altrettanto bene altrove: due vittime sono già state accertate, e i vigili del fuoco combattono contro fronti di fuoco che avanzano rapidamente, favoriti da venti secchi e terreni arsi dalla siccità.

Ma la Penisola Iberica non è sola. Nelle Asturie, regione atlantica dal clima solitamente mite, gli incendi hanno colto tutti impreparati, dimostrando quanto il fenomeno si stia estendendo a latitudini un tempo considerate al riparo. Intanto, nei Balcani, la situazione è drammatica: Delvina, in Albania, è circondata dalle fiamme, e gli abitanti scappano lungo strade invase dal fumo. In Grecia e Montenegro, decine di focolai restano attivi, mentre i mezzi aerei tentano di limitare i danni in un’operazione resa quasi vana dalle condizioni meteorologiche.

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