Le Azzurre al Quirinale tra sport e diritti: Mattarella elogia la squadra, Linari critica il governo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Roma, 25 lug. – Nonostante l’amara eliminazione in semifinale agli Europei di calcio femminile, battute dall’Inghilterra solo ai supplementari (2-1), le Azzurre sono state ricevute ieri al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella. Un gesto di riconoscimento per un torneo disputato, come ha sottolineato il Capo dello Stato, “con grinta, talento e determinazione”. Tra le giocatrici, Barbara Bonansea è stata personalmente elogiata per il “magnifico gol” che aveva temporaneamente portato in vantaggio l’Italia.

L’incontro, però, ha fatto emergere anche un altro tema, sollevato dalla veterana Elena Linari in un’intervista a Repubblica. La difensora, senza mezzi termini, ha accusato il governo di “riportare l’Italia alla famiglia tradizionale”, sostenendo che il Paese stia compiendo passi indietro sui diritti civili. Una critica netta, che contrasta con il tono istituzionale della visita al Colle, dove Mattarella – evitando ogni retorica – ha ribadito l’importanza della parità di genere nello sport e non solo.

La polemica di Linari, per quanto marginale rispetto all’evento, riflette un dibattito più ampio, che va oltre il calcio. Se da un lato la Nazionale femminile ottiene sempre maggiore visibilità – e il Quirinale, in questo, ha un ruolo simbolico – dall’altro c’è chi, come la calciatrice, vede nella politica attuale una minaccia alle conquiste sociali degli ultimi anni. Senza entrare nel merito delle posizioni, resta il fatto che lo sport, ancora una volta, si è rivelato una lente attraverso cui osservare tensioni e contraddizioni della società.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.