AI e manifatturiero, Assolombarda lancia l’allarme sul digital divide

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’AI nel manifatturiero sta accelerando la trasformazione delle imprese, ma il percorso procede ancora a “due velocità” tra aziende che investono rapidamente e realtà che faticano a colmare il divario digitale. Il tema è stato al centro dell’incontro “L’AI per il Sistema Italia: opportunità, strumenti e casi concreti per il manufacturing”, ospitato nella sede di Assolombarda durante il roadshow dedicato all’intelligenza artificiale. Nel corso dell’evento si è discusso delle prospettive di applicazione dell’AI nel settore produttivo, con particolare attenzione alla competitività industriale e alla necessità di creare un sistema capace di sostenere la transizione tecnologica.

Il confronto ha evidenziato come l’intelligenza artificiale stia entrando in modo sempre più concreto nei processi manifatturieri, modificando organizzazione, gestione dei dati e modelli operativi. La velocità con cui alcune imprese stanno adottando nuove soluzioni tecnologiche rischia però di ampliare le distanze rispetto a chi dispone di minori strumenti o competenze digitali. Da qui l’invito emerso durante l’incontro a “fare sistema” per rafforzare la competitività del tessuto industriale italiano e affrontare il digital divide che accompagna questa fase di trasformazione.

AI Week 2026 tra networking intelligente e nuove applicazioni

Il dibattito sull’intelligenza artificiale si è intrecciato anche con quanto emerso durante AI Week 2026, evento che ha mostrato come l’AI stia uscendo dagli ambiti più specialistici per entrare in contesti professionali sempre più ampi. Tra le realtà presentate figura BizzyNow, startup italiana che punta sul networking intelligente attraverso sistemi di intelligenza artificiale e geolocalizzazione. La piattaforma nasce dall’idea di mettere in relazione professionisti, manager, imprenditori e sviluppatori che condividono gli stessi spazi fisici senza sapere di avere interessi o obiettivi compatibili.

L’applicazione immagina scenari nei quali coworking, conferenze, aeroporti, hotel business ed eventi diventano luoghi in cui l’incontro professionale può essere facilitato da algoritmi e dati contestuali. Il progetto si inserisce in una fase in cui l’intelligenza artificiale non viene più percepita soltanto come tecnologia sperimentale, ma come strumento destinato a modificare attività quotidiane, relazioni professionali e organizzazione del lavoro. La crescita di piattaforme orientate alla connessione tra persone mostra anche come l’AI venga ormai considerata un supporto operativo trasversale e non esclusivamente uno strumento tecnico.

La sfida tra creatività, lavoro e delega cognitiva

Il dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale si è allargato anche ai temi della formazione e del lavoro. In un approfondimento pubblicato da Il Sole 24 Ore sul rapporto tra AI, creatività e università, viene sottolineato come questa rivoluzione tecnologica presenti caratteristiche differenti rispetto alle precedenti innovazioni. Al centro della riflessione compare il tema della “delega cognitiva”, definita come uno dei rischi principali legati all’utilizzo sempre più esteso degli strumenti generativi. L’attenzione si concentra sul rapporto tra pensiero umano e automazione, in un contesto in cui l’intelligenza artificiale entra nei processi creativi, educativi e professionali.

Una linea simile emerge anche dalle parole di Raffaele Gaito, intervenuto al termine della settima edizione di AI WEEK a Milano. Secondo Gaito, l’intelligenza artificiale “non sostituisce, affianca”, in una fase che viene descritta come decisiva per il passaggio dell’AI da materia per specialisti a possibile patrimonio diffuso. Il riferimento è soprattutto all’espansione dell’AI generativa, da ChatGPT a Claude, strumenti che hanno contribuito a rendere visibile al grande pubblico una tecnologia in sviluppo da decenni. La diffusione di queste piattaforme ha accelerato il confronto su opportunità, rischi e cambiamenti legati all’automazione cognitiva, portando il tema fuori dagli ambienti tecnici e dentro il dibattito economico e produttivo.

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