Intelligenza artificiale e trasformazione digitale, la sfida ora è manageriale
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Redazione Economia
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La trasformazione digitale entra in una nuova fase con l’intelligenza artificiale, che da tecnologia osservata con prudenza è diventata uno strumento sempre più concreto per imprese e organizzazioni. Il tema non riguarda più soltanto software, infrastrutture o automazione, ma investe direttamente il modo in cui vengono prese decisioni e gestiti processi interni. Negli ultimi anni molte aziende hanno già avviato percorsi di digitalizzazione, ma la diffusione dell’IA sta modificando il significato stesso del cambiamento, spostando l’attenzione dalla semplice innovazione tecnologica alla capacità di integrare nuovi modelli organizzativi e competenze operative.
Il dibattito resta aperto anche perché manca ancora una definizione condivisa di trasformazione digitale e delle implicazioni che l’intelligenza artificiale potrà avere sul business. La questione è emersa durante il Cio Summit di Forbes Italia, dove si è discusso del passaggio dalla sperimentazione all’adozione concreta dell’AI nelle aziende italiane. In questo contesto, uno dei nodi principali riguarda la capacità delle imprese di trasformare i test e i progetti pilota in sistemi realmente integrati nei processi produttivi e decisionali. Il percorso appare particolarmente delicato per le piccole e medie imprese, che continuano a confrontarsi con un forte divario di adozione tecnologica.
Il ruolo delle competenze nella trasformazione digitale
Nel confronto dedicato all’evoluzione digitale è stato ribadito anche il peso crescente delle persone rispetto alla sola tecnologia. Layla Pavone, coordinatrice del Board innovazione tecnologica e trasformazione digitale del comune di Milano, ha sottolineato come oltre l’80% delle interazioni cittadine passi ormai attraverso strumenti digitali. Un dato che evidenzia quanto competenze, organizzazione e capacità di gestione siano diventate centrali. L’approccio incentrato sul cittadino viene indicato come uno degli elementi decisivi per comprendere la trasformazione in corso, soprattutto in contesti in cui il digitale è ormai il principale punto di contatto tra amministrazioni, aziende e utenti.
Questo cambiamento modifica anche il ruolo della leadership tecnologica. Barbara Poli, cio di Gnv e presidente dell’Advisory Board di Cionet, ha spiegato come i leader IT siano chiamati a trasformarsi in “architetti strategici”, capaci di coordinare sistemi decisionali autonomi e accompagnare l’evoluzione organizzativa. L’intelligenza artificiale, secondo quanto emerso nel confronto, non può essere considerata soltanto un aggiornamento tecnico. Viene descritta piuttosto come un acceleratore di scelte e un elemento che riflette direttamente la qualità della leadership aziendale. In questo scenario, la capacità manageriale diventa parte integrante della trasformazione digitale.
Le imprese italiane e il programma OpenAI per le Pmi
Il tema dell’adozione concreta dell’intelligenza artificiale coinvolge anche la formazione delle imprese italiane. Rino Mura di OpenAI ha presentato un’iniziativa dedicata alle Pmi della Penisola, orientata all’integrazione pratica dell’IA nei processi operativi. Il programma, denominato Sme AI Accelerator, nasce dalla collaborazione tra OpenAI, Confartigianato Imprese e Booking.com. L’obiettivo dichiarato è fornire strumenti e indicazioni operative alle aziende che vogliono introdurre soluzioni basate sull’intelligenza artificiale nelle attività quotidiane.
Il progetto prenderà avvio il 15 maggio 2026 a Milano e coinvolgerà il team di OpenAI in incontri dedicati alle imprese italiane. La partecipazione di Confartigianato Imprese, organizzazione che rappresenta circa 700.000 aziende, mostra la volontà di estendere il confronto anche al tessuto produttivo più diffuso del Paese. Il percorso si inserisce in una fase in cui l’intelligenza artificiale viene sempre meno percepita come una tecnologia distante e sempre più come un fattore destinato a incidere direttamente sull’organizzazione del lavoro, sulle competenze richieste e sui modelli decisionali adottati dalle aziende.




