Nuova sciagura per i Kennedy, la nipote Tatiana ha una leucemia terminale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo, luttuoso capitolo si è aggiunto alla già tormentata storia della famiglia Kennedy, che vede ancora una volta una sua discendente, Tatiana Schlossberg, affrontare una battaglia impari contro un male incurabile. La giovane, che è figlia di Caroline Kennedy – l’ultima sopravvissuta del nucleo familiare di John Fitzgerald Kennedy e di Jacqueline – ha ricevuto la diagnosi di leucemia mieloide acuta in una circostanza che, di per sé, dovrebbe essere tra le più liete: il giorno del parto della sua secondogenita. I medici, dopo aver valutato il suo caso, le avrebbero prospettato un’aspettativa di vita estremamente limitata, quantificabile in non più di un anno, nonostante il ricorso a trapianti di midollo e a protocolli terapeutici sperimentali, alcuni dei quali particolarmente invasivi.

Il peso di una data simbolica

La scelta di rendere pubblica la propria condizione, compiuta attraverso un toccante e approfondito saggio pubblicato sul New Yorker, non è stata casuale. Tatiana Schlossberg, che di mestiere fa la giornalista ambientale, ha infatti deciso di affidare la sua storia al giornale in una data profondamente segnata dal cordoglio familiare: il 22 novembre, anniversario dell’assassinio di suo nonno, il presidente John Fitzgerald Kennedy, avvenuto a Dallas sessantadue anni fa. Quel giorno, che per molti americani rappresenta una ferita mai completamente rimarginata, acquisisce così un ulteriore, straziante strato di significato, legando indissolubilmente il lutto storico al dramma personale di una nuova generazione.

Il racconto di un’odissea personale

Nel suo lungo scritto, la trentacinquenne non si limita a descrivere il difficile percorso clinico che la attende, fatto di speranze e di sofferenze, ma allarga lo sguardo verso questioni di più ampia portata. La sua narrazione, infatti, stabilisce una connessione diretta tra la sua vicenda personale e le politiche sanitarie statunitensi, con un riferimento specifico all’operato del cugino della madre, Robert F. Kennedy Jr., attualmente ministro della Salute. Tatiana sembra voler indicare, senza mezzi termini, come i tagli e le scelte di gestione pubblica possano riverberarsi tragicamente sulla vita dei singoli, aggiungendo un onere di natura politica a un carico già di per sé insopportabile.

L’eterna ombra della “maledizione”

Questo ennesimo, drammatico evento riporta inevitabilmente alla ribalta il tema della cosiddetta “maledizione dei Kennedy”, una narrazione popolare che da decenni accompagna le vicende del clan, costellato di morti premature, incidenti tragici e malattie improvvise. Sebbene si tratti di un’etichetta che semplifica forse eccessivamente una storia complessa, la sequenza ininterrotta di sciagure, di cui la leucemia di Tatiana costituisce l’ultimo, dolorosissimo tassello, continua a nutrire una percezione pubblica fatta di sgomento e di compassione. La storia della famiglia, che ha segnato in modo indelebile la politica americana del Novecento, sembra così perpetuarsi non più sui palcoscenici del potere, ma nell’intimità discreta e crudele del dolore.

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