Denza sbarca in Italia con Z9GT e D9: la sfida delle cinesi premium al dominio tedesco

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non chiamateli più solo “low cost”. Il colosso cinese BYD, che ormai da tempo ha dimostrato di saper fare numeri importanti anche nel Vecchio Continente, alza ulteriormente la posta in gioco. Attraverso il suo marchio premium Denza – un nome che, guarda caso, affonda le sue radici in una vecchia joint venture con Daimler – l’azienda guidata da Wang Chuanfu prova a scardinare un mercato, quello delle berline e delle shooting brake di lusso, storicamente blindato dalle tre grandi case tedesche. L’evento di lancio, tenutosi all’Opéra Garnier di Parigi, ha avuto il merito di chiarire un punto: qui non si tratta di vendere utilitarie economiche, ma di piazzare due ammiraglie tecnologicamente avanzatissime, la Z9GT e la D9, pronte a mordere coda a Porsche, Mercedes e BMW.

Z9GT, la siluro elettrico e ibrido che accelera come una hypercar

La prima a fare breccia nel cuore (e nel portafoglio) degli appassionati sarà la Z9GT, una shooting brake dalle dimensioni imponenti – poco più di 5,1 metri di lunghezza – che unisce le linee filanti della tradizione europea a una potenza che fino a qualche anno fa sarebbe sembrata fantascienza. La versione full electric, spinta da tre motori indipendenti (la casa li chiama “e3”), eroga una potenza di sistema di 1.156 cavalli: numeri che proiettano la vettura da 0 a 100 km/h in appena 2,7 secondi, sfiorando le prestazioni di una hypercar. Chi invece soffre ancora di “ansia da ricarica”, o semplicemente percorre lunghe tratte, potrà optare per la versione ibrida plug-in DM-i, che abbina un motore termico 2.0 turbo a tre unità elettriche per una potenza complessiva di 776 CV e un’autonomia combinata di 805 km.

Ma è sotto il profilo tecnologico, a ben vedere, che Denza prova a fare la differenza. Entrambe le versioni della Z9GT montano le nuovissime batterie Blade di seconda generazione, un elemento che permette di sfruttare il sistema “Flash Charging” da 1.500 kW. Una potenza di picco che, sulla carta, riduce i tempi di sosta a tempi da record: dal 10% al 70% in 5 minuti, e al 97% in soli 9 minuti; un risultato che la casa sostiene essere valido anche a temperature rigidissime, fino a -30 gradi. A completare il quadro tecnico, lo sterzo integrale posteriore permette alla Z9GT – nonostante la stazza – un raggio di sterzata ridottissimo, quasi da citycar, facilitando le manovre in spazi stretti.

D9, il maxi-monovolume che punta tutto sulla sostanza e sul comfort

Se la Z9GT è il cavallo di battaglia per chi cerca lo status symbol e le performance, la D9 rappresenta invece la scommessa più coraggiosa per il mercato italiano ed europeo. Si tratta di una monovolume (o MPV) di lusso lunga 5,25 metri, pensata per ospitare sette adulti in un comfort che i vertici Denza definiscono “da prima classe aerea”. Meccanicamente, al debutto europeo arriva esclusivamente nella variante ibrida DM-i, forte di una potenza di 353 CV, di un’autonomia in elettrico di 210 km (e di 950 km in totale) e di una ricarica rapida che, sebbene limitata a 559 kW, mantiene lo standard dei 5 minuti per passare dal 10 al 70%.

Salendo a bordo, ci si accorge subito che il target di questa vettura è molto specifico: chi viaggia con autista o chi cerca il massimo dello spazio senza rinunciare ai vezzi. I sedili posteriori centrali sono definiti “Air Spa” a gravità zero, capaci di reclinarsi fino a 152 gradi e dotati di massaggi a 16 punti. Non mancano dettagli come il tetto panoramico da 1,1 metri quadri, il frigo intelligente da 7,5 litri e un impianto audio firmato Devialet con 16 altoparlanti. L’approccio, insomma, è quello di un salotto viaggiante, che cerca di intercettare quelle famiglie numerose o quelle flotte aziendali che, fino a ieri, guardavano esclusivamente ai marchi storici tedeschi o ai vari crossover di lusso.

Prezzi, rete vendita e la strategia europea del gruppo BYD

Naturalmente, tutto questo lusso e tecnologia hanno un costo, e non indifferente. Per il mercato italiano, la Denza Z9GT parte da 102.450 euro per la versione ibrida, arrivando a 116.450 euro per quella full electric. Per la D9, invece, i listini ufficiali non sono ancora stati definiti con precisione in tutte le loro declinazioni, ma ci si aspetta una forbice di prezzo che la posizioni nella fascia alta del segmento. A sostegno di questa offensiva commerciale, BYD non si limita a mandare le auto in concessionaria: l’azienda ha pianificato una penetrazione capillare che prevede, entro la fine del 2026, l’apertura di oltre 150 punti vendita distribuiti in almeno 30 Paesi europei.

Contestualmente, per abbattere l’ultimo grande tabù della mobilità elettrica – la velocità di ricarica fuori casa – il colosso cinese intende installare 3.000 stazioni Flash Charging nel solo continente europeo entro i prossimi 12 mesi. Un piano ambizioso, insomma, che punta a creare un ecosistema completo attorno ai due modelli. Con lo sbarco di Denza, la Cina smette ufficialmente i panni del “costruttore che copia” per indossare quelli del rivale tecnologico che, forte di 120.000 ingegneri, punta a strappare fette di mercato ai colossi di Stoccarda e Monaco di Baviera.

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