L'aurora boreale illumina le Dolomiti in una notte di tempesta solare
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il cielo notturno delle Alpi, in una serata apparentemente come tante altre, si è trasformato in un palcoscenico per uno dei fenomeni naturali più suggestivi, regalando uno spettacolo di rara intensità. Mentre la gran parte della popolazione riposava, gli orologi segnavano le quattro del mattino quando il fotografo naturalista Mario De Marco, nelle zone agordine, ha immortalato il momento in cui l'aurora boreale ha tinto l'oscurità con inedite sfumature di viola. Un evento, quello di martedì, che ha visto il Nord Italia avvolto da bagliori rosati, conseguenza diretta di due distinte espulsioni di massa coronale, originate dallo stesso brillamento di una macchia solare particolarmente attiva.
Uno spettacolo che si ripete dalle Dolomiti al Monte Rosa
La medesima magia, che molti associano esclusivamente ai cieli del Nord Europa, è stata ben visibile anche in altre località alpine, dove la rarità dell'evento ha mobilitato appassionati e addetti ai lavori. Una testimonianza diretta proviene da Alagna, in Valsesia, dove Erica Avondo, componente del team di Rifugi Monterosa, ha fissato con il suo obiettivo, verso le cinque di mercoledì 12 novembre, la scena lungo la strada dell'Acqua Bianca. Nell'immagine, che ha rapidamente conquistato i social network, si scorgono, in primo piano, le sagome degli alberi e, sullo sfondo, una porzione del Monte Rosa imbiancata dalla neve, il tutto incorniciato da un cielo stellato percorso da vivide tonalità di rosa e di viola, le quali conferiscono all'insieme un'atmosfera quasi surreale.
La scienza dietro i colori: una tempesta geomagnetica eccezionale
Alle base di questo fenomeno, visibile a latitudini insolite come quelle italiane, vi è una tempesta geomagnetica di notevole potenza, classificata tra i livelli G3 e G4, ovvero "forte" e "severa". Gli esperti di meteorologia spaziale avevano previsto questa eventualità, la cui origine risiede in due o più espulsioni di massa coronale partite dal Sole in giorni consecutivi. Queste nubi di plasma, viaggiando attraverso lo spazio, hanno raggiunto il campo magnetico terrestre quasi in simultanea, un evento che gli studiosi definiscono "cannibale" poiché le espulsioni successive finiscono per assorbire quelle precedenti, amplificandone gli effetti. La regione solare responsabile, identificata come AR 4274, ha dimostrato una notevole instabilità, generando i brillamenti che hanno scatenato l'evento.
Le immagini che hanno emozionato il web
Sui social network e su vari portali web hanno così iniziato a circolare, inondando le bacheche virtuali, una moltitudine di scatti che ritraevano alcuni dei luoghi più iconici del Paese avvolti da queste insolite luci. Dal Cervino al Garda, i cieli italiani hanno offerto un panorama straordinario, dimostrando come le forze della natura possano, a volte, manifestarsi con spettacolarità anche molto più a sud del loro consueto teatro. La National Oceanic and Atmospheric Administration, confermando la gravità del fenomeno, ha mantenuto un'allerta per condizioni di tempesta severa, sottolineando la particolarità di un evento che, sebbene in fase di esaurimento, ha lasciato un'impronta indelebile negli archivi fotografici e nelle esperienze di chi ha avuto la fortuna di assistervi.




