Trump rivedrà Kim Jong-un: “Lo incontrerò” entro l’anno
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Redazione Esteri
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Donald Trump incontrerà di nuovo Kim Jong-un entro l’anno e ha confermato direttamente la volontà di tornare al tavolo con il leader nordcoreano. Rispondendo alla domanda dei giornalisti su un possibile vertice, il presidente degli Stati Uniti ha detto: “Sì, lo incontrerò”, rilanciando così la prospettiva di un nuovo confronto con Pyongyang. Trump ha anche sottolineato il rapporto personale con Kim, affermando che i due vanno “molto d’accordo” e richiamando il tema delle armi nucleari nordcoreane, che ha definito “molto potenti”. Alla domanda sullo scambio di lettere con il leader della Corea del Nord, invece, il presidente americano non ha fornito dettagli.
Trump riduce le esercitazioni con la Corea del Sud
L’annuncio sul possibile incontro con Kim Jong-un arriva dopo la decisione degli Stati Uniti di ridimensionare le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud. Le manovre sono state concluse il 21 agosto anziché il 27, con la cancellazione della fase offensiva e una riduzione di alcune attività previste sul terreno. La scelta attenua la pressione militare sulla Corea del Nord e viene indicata come un passaggio capace di favorire una possibile ripresa del dialogo con Pyongyang. Trump ha spiegato di voler ridimensionare le esercitazioni, non potendole più annullare, mentre punta a concordare un vertice con Kim entro la fine dell’anno.
La decisione coinvolge però direttamente anche Seul, dove la riduzione delle attività militari viene letta non soltanto in relazione al dialogo con la Corea del Nord, ma anche come uno strumento di pressione politica ed economica da parte del presidente americano. Il rapporto militare tra Stati Uniti e Corea del Sud ha radici profonde: sotto la bandiera dell’Onu, l’esercito statunitense combatté tra il 1950 e il 1953 per difendere la Corea del Sud dall’aggressione nordcoreana, perdendo migliaia di uomini. Nei decenni successivi il contingente americano schierato intorno a Seul ha partecipato a centinaia di manovre congiunte con le forze sudcoreane.
Il messaggio a Kim Jong-un scuote gli equilibri in Asia
Per oltre settant’anni le esercitazioni tra Washington e Seul hanno avuto l’obiettivo di mantenere le forze pronte a proteggere l’alleato sudcoreano e, allo stesso tempo, di segnalare alla dinastia Kim le conseguenze di una nuova iniziativa militare. Il ridimensionamento deciso da Trump modifica quindi un elemento consolidato del rapporto tra i due alleati e manda contemporaneamente un segnale a Pyongyang. La mossa viene collegata alla volontà del presidente statunitense di riaprire il confronto con Kim Jong-un, dopo aver confermato pubblicamente che intende incontrarlo entro l’anno e dopo aver richiamato il rapporto personale costruito con il leader nordcoreano.
Le mosse di Washington stanno attirando l’attenzione delle capitali asiatiche, mentre il rapporto tra Stati Uniti, Corea del Sud e Corea del Nord entra in una nuova fase. Nel materiale emerge anche il possibile spazio per un inserimento di Pechino nel nuovo equilibrio regionale, mentre Nuova Delhi e Tokyo osservano con attenzione le decisioni americane. Al centro resta la scelta di Trump di combinare la riduzione delle esercitazioni con Seul con la ricerca di un nuovo vertice con Kim Jong-un, trasformando una decisione militare in un passaggio strettamente legato alla possibile ripresa del dialogo con la Corea del Nord.
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