Trump punta a un nuovo faccia a faccia con Kim Jong-un entro fine anno: ridotte le esercitazioni con Seul
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'intenzione di incontrare il leader nordcoreano Kim Jong-un entro la fine del 2026. La dichiarazione, rilasciata alla Casa Bianca nel corso di un sopralluogo al nuovo eliporto presidenziale, arriva a pochi giorni di distanza dalla decisione di ridurre drasticamente la portata delle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, le Ulchi Freedom Shield (Ufs), concluse in anticipo venerdì 21 agosto.
L'incontro, che rappresenterebbe il quarto tra i due leader, potrebbe verosimilmente tenersi a novembre a margine del vertice dell'Apec (Cooperazione Economica Asia-Pacifico) in programma a Shenzhen, in Cina, secondo quanto riportato da alcune fonti citate dal Wall Street Journal.
Una stretta sulla manovra militare per aprire il dialogo
Le esercitazioni Ulchi Freedom Shield, iniziate il 17 agosto, si sono concluse con cinque giorni di anticipo rispetto alla tabella di marcia originaria che prevedeva la fine delle operazioni il 27 agosto. Una riduzione significativa, passando da undici a cinque giorni, disposta direttamente da Trump che ha definito le manovre "estremamente costose" e, soprattutto, portatrici di un messaggio "inappropriato e ostile" nei confronti di Pyongyang.
Oltre ad accorciare i tempi, l'amministrazione americana ha cancellato alcune attività sul campo, in particolare quelle orientate al contrattacco, concentrando il programma principalmente su operazioni difensive; sette delle quattordici esercitazioni dal vivo previste sono state sospese e saranno riprogrammate in future consultazioni tra Seoul e Washington.
Una scelta che, se da un lato attenua la pressione militare sulla Corea del Nord, dall'altro è stata letta in Corea del Sud come un potenziale strumento di pressione politica ed economica da parte degli Stati Uniti, in un momento in cui l'alleanza tra i due Paesi appare messa alla prova dalle politiche commerciali e dalle richieste di Trump riguardanti la crisi iraniana.
Il rapporto personale e lo scetticismo di Pyongyang
Nel giustificare la sua scelta di ridimensionare le esercitazioni, che per Seoul e Washington rappresentano da sempre un pilastro fondamentale per la prontezza operativa di fronte alla minaccia nucleare nordcoreana, Trump ha più volte fatto leva sul rapporto personale intrattenuto con Kim durante il suo primo mandato. "Andiamo molto d'accordo. Ha 57 armi nucleari molto potenti. Starà bene", ha dichiarato il presidente americano, riconoscendo di fatto a Pyongyang lo status di potenza atomica.
Tuttavia, dalle dichiarazioni della potente sorella del leader nordcoreano, Kim Yo-jong, non sono giunti segnali di apertura. La sorella di Kim ha infatti dichiarato di non essere a conoscenza di alcuna comunicazione tra il fratello e Trump, definendo la decisione del presidente americano sulle esercitazioni "del tutto priva d'interesse".
Una chiusura che ha gettato ombre sulle reali possibilità di un rilancio del dialogo, con gli analisti che sottolineano come, dopo il fallimento dei negoziati sulla denuclearizzazione nel 2019, la Corea del Nord abbia oggi meno incentivi a trattare, avendo consolidato il proprio programma nucleare e stretto legami con Mosca e Pechino.
Esercitazione di difesa civile a Seul nel frattempo
In questo contesto di tensioni e aperture diplomatiche, la Corea del Sud ha portato avanti le proprie esercitazioni di difesa civile. Giovedì 20 agosto, in tutto il Paese, nell'ambito dell'esercitazione annuale "Ulchi", sono risuonate le sirene mentre polizia e funzionari municipali bloccavano il traffico e indirizzavano i cittadini verso rifugi sotterranei e stazioni della metropolitana. Un'operazione di protezione civile che, pur svolgendosi parallelamente alle manovre militari ridotte, sottolinea il livello di preparazione della penisola a scenari di crisi.
Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha difeso l'importanza dell'alleanza con gli Stati Uniti, ribadendo che la sicurezza nazionale sarà ulteriormente rafforzata quando l'alleanza è solida, in un momento in cui la decisione di Trump ha riacceso il dibattito sulla solidità del patto tra Washington e Seoul.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
