Trump e Zelensky si incontrano a San Pietro: la guerra in Ucraina al centro del faccia a faccia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Donald Trump ha affidato alla sua piattaforma «Truth» un messaggio che sembra segnare un’ulteriore svolta nel suo approccio al conflitto in Ucraina. «Putin non aveva alcun motivo per lanciare missili sui civili, su città e villaggi», ha scritto, lasciando trapelare una critica più netta verso il Cremlino rispetto al passato. Quasi un’ammissione di ingenuità, quella del tycoon, che arriva dopo il colloquio con Volodymyr Zelensky nella basilica di San Pietro, dove i due si sono scambiati parole a bassa voce prima della cerimonia per papa Francesco.

Quello che pochi mesi fa era uno scontro plateale nello Studio Ovale — con Trump che, secondo fonti vicine alla Casa Bianca, avrebbe alzato i toni contro il leader ucraino — si è trasformato in un dialogo raccolto, quasi confessionale, tra le navate della basilica. Un contesto inaspettato per un incontro che Zelensky non ha esitato a definire «storico», mentre il tycoon, da parte sua, ha scelto di ribadire la sua posizione con un post dall’Air Force One.

Il Cremlino, dal canto suo, ha replicato dichiarandosi «pronto a colloqui senza condizioni», ma le parole di Trump lasciano intendere una crescente frustrazione verso Mosca. «Mi viene da pensare che non voglia fermare la guerra», ha aggiunto, suggerendo la necessità di inasprire le sanzioni, forse quelle secondarie, per colpire il sistema finanziario russo. Una linea che trova il sostegno di Giorgia Meloni, la quale ha esortato Putin a «dimostrare con i fatti» la volontà di pace.

Intanto, l’immagine dei due presidenti immersi nella penombra della cappella del Battesimo — progettata da Carlo Fontana nel 1697 — ha fatto il gioco del web, diventando il soggetto di meme che ironizzano su un possibile chiarimento alla «C’è Posta per Te». Ma al di là delle provocazioni online, resta il fatto che, almeno per quindici minuti, Trump abbia ascoltato Zelensky senza interromperlo. Un dettaglio non da poco, considerando che in passato aveva più volte bollato l’Ucraina come un problema distante dagli interessi americani.

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