Netanyahu e Trump alla Casa Bianca, tregua a Gaza al centro del faccia a faccia
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Redazione Esteri
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Benjamin Netanyahu ha incontrato Donald Trump per la terza volta dall’insediamento del presidente americano, in un colloquio che ha avuto come tema dominante la necessità di porre fine al conflitto a Gaza. L’appuntamento, svoltosi ieri sera alla Casa Bianca senza la previsione di una conferenza stampa congiunta, è arrivato a poche settimane dalla conclusione della guerra condotta dagli alleati contro l’Iran e il suo programma nucleare, un dossier che resta tuttora aperto nonostante le pressioni statunitensi per un nuovo accordo.
A chiarire le priorità dell’amministrazione Trump è stata la portavoce Karoline Leavitt, secondo cui la cessazione delle ostilità a Gaza rappresenta il primo obiettivo, mentre la questione nucleare iraniana, sebbene cruciale, segue in ordine di importanza. Netanyahu, che negli ultimi cinque mesi ha già visitato Washington due volte, mantiene con Trump un’alleanza solida ma non priva di divergenze, soprattutto sulla gestione del conflitto. Il premier israeliano, che ieri ha raggiunto la capitale americana per una cena di lavoro, si è trovato di fronte a una richiesta esplicita: fermare i bombardamenti.
Intanto, i negoziati per una tregua a Gaza procedono tra incertezze e un macabro calcolo sugli ostaggi ancora nelle mani di Hamas. Secondo quanto emerge dalle trattative in corso a Doha, su venti prigionieri ancora in vita solo dieci potrebbero essere rilasciati, in un meccanismo che ricorda, per la sua crudele selezione, quello della serie distopica Squid Game. La bozza dell’intesa prevede una pausa dei combattimenti di sessanta giorni, ma i dettagli operativi restano controversi.




