Clayface, il teaser del film horror che cambia la faccia ai cinecomic Dc

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’era una volta il cinecomic pensato per il pubblico delle famiglie, quello delle luci al neon e delle battute a ogni scena d’azione. Poi, qualcosa – o meglio, qualcuno – ha iniziato a scricchiolare sotto la maschera. Il primo teaser trailer di “Clayface”, diffuso online il 22 aprile dai Warner Bros., getta subito una luce diversa, più sporca e tagliente, sul nuovo corso dei DC Studios. Il protagonista, un attore in ascesa di nome Matt Hagen – interpretato da Tom Rhys Harries – subisce un evento traumatico che lo trasforma, fisicamente e psicologicamente, nell’antagonista fangoso e instabile già noto ai lettori di Batman. E il film, a giudicare dalle immagini mostrate inizialmente al CinemaCon, non si limita a raccontare l’ennesima origine del male: la abita, la respira, la deforma come la materia mutante del suo stesso antagonista.

Un body horror firmato Dc: Watkins e la svolta inquietante

La regia è affidata a James Watkins, scelta che non è affatto casuale per chi conosce la sua predilezione per il genere恐怖, capace di scardinare le convenzioni del thriller psicologico. E infatti “Clayface” si presenta come un’operazione radicale all’interno di un universo – quello del nuovo Dcu guidato da James Gunn – finora abituato a equilibri più spettacolari che realmente disturbanti. Il teaser non concede tregua: gli specchi si frantumano, la carne dell’attore si incrina e si ricompone in forme grottesche, mentre la voce fuori campo racconta di un che non riconosce più se stesso. Nessuna rivelazione sull’identità del suo avversario Batman, nessun collegamento diretto con Gotham City: il film sceglie la claustrofobia di una trasformazione solitaria, quasi da camera dell’orrore.

Un villain mai visto sul grande schermo, ora al centro della scena

Sorprende, e non poco, che uno dei nemici più inquietanti di Batman non abbia mai ottenuto un ruolo da protagonista sul grande schermo. Clayface, nella sua lunga storia editoriale, ha assunto diverse identità; qui si sceglie quella di Matt Hagen, attore in carriera che finisce per essere divorato dalla propria ambizione e da una sostanza capace di rimodellare la realtà biologica. Il teaser lo mostra mentre recita sul set di un film, poi lo ritrae in spogliatoi deserti, poi in laboratori abbandonati: ogni luogo diventa una prigione. La data d’uscita italiana è fissata per il 22 ottobre, e il trailer diffuso il 22 aprile – quindi a sei mesi esatti dall’arrivo in sala – ha già il sapore di un manifesto programmatico. Non un cinecomic, almeno non nel senso tradizionale del termine, ma un horror a tutti gli effetti, con tanto di body horror e inquietudine esistenziale.

Perché questo Clayface segna una rotta definitiva (e necessaria)

I DC Studios, dopo anni di alti e bassi al botteghino, sembrano aver trovato una chiave che nessuno aveva osato provare con tanta decisione: buttare nel fango – è proprio il caso di dirlo – ogni aspettativa sul “dovere essere” di un film di supereroi. Il tono cupo e disturbante del teaser non concede spazio a comparsate spettacolari né a collegamenti espliciti con altri eroi della galassia Dc. Anzi, ne fa un punto di forza. La trasformazione di Matt Hagen non viene mostrata come una semplice acquisizione di poteri, ma come una lenta, dolorosa, irreversibile perdita di sé. Il trailer non spiega l’origine della sostanza che lo muta, non anticipa i suoi eventuali alleati o nemici, e non mostra nemmeno un primo piano del classico costume del personaggio. Perché in questa versione, il costume è la sua stessa pelle che si squarcia e si ricompone. Un approccio che, se confermato dal film intero, riscriverà le regole del genere per gli anni a venire.

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