Cena di classe, il teaser del film di Francesco Mandelli con una pecora protagonista del provino

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è una pecora, nel primo teaser trailer di Cena di classe, e la sua presenza, va detto, non è affatto casuale, visto che Francesco Mandelli, tornato alla regia dopo I soliti idioti 3 – Il ritorno, ha deciso di completare il suo nutrito gruppo di attori con un provino quantomeno inusuale: lo si vede, nel filmato diffuso in questi giorni, mentre cerca un volto nuovo per il cast e si ritrova a dirigere l’animale, il quale, al momento dell’azione, risponde con un sonoro “Beeh” tra lo stupore generale e i complimenti di Beatrice Arnera, Herbert Ballerina e degli altri comici presenti sul set, quasi a voler suggerire che la linea tra umorismo e assurdità, in questa pellicola, sarà volutamente labile -5-10.

La commedia, una produzione Roadmovie in associazione con Medusa Film che la distribuirà nelle sale a partire dal 26 marzo 2026, prende le mosse da un soggetto particolare, trattandosi di un adattamento dell’omonimo brano de I Pinguini Tattici Nucleari, quella canzone che raccontava di rimpatriate mancate e promesse dissipate -1-3-5. Il regista, che ha firmato la sceneggiatura insieme a Roberto Lipari, Andrea Pisani, Tiziana Martini e Ignazio Rosato, sposta l’azione a Milano, città che fa da sfondo a una storia che ruota attorno a un gruppo di ex compagni di liceo i quali, dopo diciassette anni dal diploma, si trovano costretti a rivedersi in occasione del funerale di un vecchio amico, interpretato dallo stesso Mandelli -1-3-8.

L’idea di fondo, per quanto scaturita da un evento luttuoso, si sviluppa presto in una dimensione ben più grottesca, perché dalla cena, carica di quella nostalgia che inevitabilmente offusca i ricordi, prende vita una lunga notte di eccessi e confessioni: complice l’alcol e il ritrovamento di una vecchia videocassetta dei tempi della scuola, i protagonisti decidono di introdursi nottetempo nell’istituto che li ha visti crescere, nel tentativo maldestro di rivivere la spensieratezza perduta, salvo poi scoprire che una bravata del genere può trasformarsi in qualcosa di molto più serio, finendo per assumere i contorni di una vera e propria “avventura da codice penale” -1-3-9.

Un cast corale tra comicità e volti noti della televisione

Ad animare questa rimpatriata fuori controllo ci pensa un ensemble che pesca a piene mani dal panorama della comicità nazionale, riunendo nomi che il grande pubblico ha imparato a conoscere attraverso percorsi talvolta diversi ma sempre legati alla capacità di far ridere. Accanto a Beatrice Arnera e Andrea Pisani, che qui tornano a condividere il set dopo le recenti vicende personali che li hanno visti protagonisti sulle cronache rosa, troviamo Herbert Ballerina, Giovanni Esposito, Roberto Lipari, Nicola Nocella, Francesco Russo, Giulia Vecchio e Annandrea Vitrano, senza dimenticare le presenze di Ninni Bruschetta, Giordano De Plano, Giulia Melillo, Debora Villa e Federico Russo, a comporre un quadro variegato di interpreti capaci di alternare registri linguistici differenti -1-3-6.

La scelta di Mandelli, che qui dirige la sua sesta pellicola, appare chiara fin dai primi fotogrammi del teaser: si punta su una coralità che possa restituire la complessità di una generazione, quella dei millennial, alle prese con il confronto tra ciò che si era e ciò che si è diventati, e il fatto di aver reclutato una pecora per il provino, per quanto possa sembrare una trovata estemporanea, si inserisce perfettamente in quel filone di humor surreale che da sempre contraddistingue certa produzione italiana -5-9-10.

Dalla canzone al grande schermo, l’eredità de I Pinguini Tattici Nucleari

Il legame con la musica, del resto, non si esaurisce nella semplice ispirazione iniziale, perché la colonna sonora del film vedrà la partecipazione degli stessi Pinguini Tattici Nucleari con Pastello Bianco, brano che amplifica quel senso di disincanto generazionale di cui la pellicola si fa portatrice -8. Il testo originale, con quel verso che recita “La 5ªD del 2000 brindò alla maturità su una spiaggia ad Ibiza promettendosi l’uno con l’altro: non perdiamoci mica di vista“, diventa lo spunto per costruire una narrazione che indaga proprio la distanza tra i propositi giovanili e la realtà degli adulti, fatta di compromessi e sconfitte -9. non si tratta, però, di un’operazione meramente nostalgica, perché la regia di Mandelli e la scrittura collettiva degli sceneggiatori sembrano voler evitare la trappola del sentimentalismo facile, preferendo invece calcare la mano sugli aspetti più irriverenti della vicenda, come dimostra il fatto che la semplice cena si trasformi in un’occupazione scolastica carica di conseguenze legali. L’ambientazione milanese, poi, non è solo uno sfondo, ma diventa parte integrante di una storia che parla di periferia e di ricordi, di luoghi fisici dell’adolescenza che tornano a essere abitati, seppur clandestinamente, da corpi adulti e inevitabilmente diversi -1-3.

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