Caldo e condizionatore sempre acceso, la bolletta estiva pesa 146 euro: i consigli per risparmiare

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'estate 2026 è ufficialmente iniziata e le ondate di calore che hanno investito il paese nelle ultime settimane hanno spinto milioni di italiani a cercare refrigerio tra le mura domestiche. L'aria condizionata, da semplice opzione, si è trasformata in un bene considerato ormai necessario, ma il suo utilizzo prolungato rischia di avere un impatto non indifferente sul bilancio familiare.

Secondo un'analisi condotta da, un condizionatore di tipo dual split, con classe energetica A+, acceso mediamente otto ore al giorno per l'intera stagione estiva, porterà a un esborso complessivo di circa 146 euro nei tre mesi più caldi dell'anno.

L'impatto del conflitto in Iran sulle bollette energetiche

La situazione geopolitica internazionale contribuisce ad aggravare ulteriormente il quadro economico. Il perdurare del conflitto in Iran, infatti, ha innescato un rincaro del prezzo delle materie prime, con il gas e l'energia elettrica che hanno subito un incremento tariffario. Le stime indicano che, rispetto all'estate del 2025, il costo dell'energia è cresciuto mediamente del 4%, un aumento che si somma alla spesa già consistente per il raffrescamento degli ambienti.

A preoccupare non è solo il costo attuale, ma il potenziale utilizzo scorretto dell'apparecchio; un impiego non ottimale dell'aria condizionata, si legge nel rapporto, potrebbe far schizzare il costo in bolletta fino al 90% in più, trasformando una spesa prevista in un vero e proprio salasso.

Dieci consigli pratici per ridurre i consumi del condizionatore

Di fronte a questa prospettiva, il risparmio energetico diventa una priorità per le famiglie italiane. Per orientarsi in questa direzione, Facile.it ha stilato un vademecum che elenca dieci accorgimenti fondamentali, da mettere in pratica per ridurre i consumi senza però rinunciare al benessere termico.

Il primo suggerimento, per chi si trova a dover acquistare un nuovo apparecchio, è quello di prestare massima attenzione all'etichetta energetica, orientandosi verso i modelli in classe A+++, che possono garantire un abbattimento dei costi in bolletta fino al 49% rispetto a un'unità in classe A+. A questo si aggiunge la raccomandazione di scegliere dispositivi con tecnologia inverter, in grado di regolare automaticamente la potenza e di far risparmiare fino al 30% di energia.

L'utilizzo delle funzioni di deumidificazione e della modalità notturna (sleep) sono altrettanto efficaci: la prima può ridurre i consumi fino al 13%, mentre la seconda fino al 10% rispetto al raffreddamento standard. La programmazione tramite timer è un'altra pratica essenziale per evitare che l'apparecchio resti acceso inutilmente, mentre la regolazione della temperatura è un punto cruciale.

Gli esperti consigliano di impostare il termostato tra i 24 e i 26 gradi, mantenendo una differenza di circa 6-8 gradi rispetto alla temperatura esterna, anche per evitare spiacevoli sbalzi termici dannosi per la salute. Anche la manutenzione gioca un ruolo determinante: la pulizia regolare dei filtri e delle ventole, effettuata da personale specializzato, può comportare un risparmio fino all'8%.

Non meno importanti sono i piccoli gesti quotidiani di buon senso, come tenere porte e finestre ben chiuse durante il funzionamento del climatizzatore e abbassare persiane o tapparelle nelle ore più calde per schermare il sole. Queste semplici azioni, spiega il rapporto, consentono di risparmiare fino al 6%. A contribuire alla riduzione del calore negli ambienti possono essere anche le piante a foglia larga su balconi e davanzali, che creano un microclima più fresco e alleggeriscono il lavoro del condizionatore.

Infine, un consiglio che può sembrare scontato ma che spesso viene sottovalutato è quello di verificare la propria tariffa energetica: confrontare le offerte disponibili sul mercato e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze può fare la differenza, con risparmi potenziali che possono arrivare al 37%.

Una necessità da gestire con consapevolezza

L'uso dell'aria condizionata, come sottolineato dal primo ricercatore del Cnr-Istituto per la bioeconomia Marco Morabito, rappresenta uno strumento fondamentale per adattarsi al cambiamento climatico in atto. Secondo Morabito, in Italia, come negli Stati Uniti dove la diffusione è iniziata già negli anni Sessanta, l'aria condizionata ha contribuito a ridurre significativamente il tasso di mortalità durante le ondate di calore, con stime che parlano di un calo dei decessi fino al 70%. Il problema, quindi, non risiede nell'uso in sé, ma nell'abuso e nella mancanza di consapevolezza.

L'invito è a un impiego responsabile che tenga conto non solo del risparmio economico, ma anche dell'impatto ambientale, considerando che una domanda eccessiva di energia e l'utilizzo di gas refrigeranti poco efficienti possono paradossalmente aggravare quel riscaldamento globale che il condizionatore ci aiuta a combattere.

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