Condizionatore acceso tutto il giorno, quanto costa in bolletta? La cifra a 26 gradi
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Redazione Economia
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L'ondata di calore che in questi giorni avvolge l'Italia, con il termometro che in molte città supera agevolmente i 35 gradi, costringe milioni di persone a cercare refrigerio in casa. Il condizionatore, ormai elettrodomestico semi-indispensabile, viene acceso spesso per molte ore consecutive, alimentando il timore, altrettanto comune, di ritrovarsi con una bolletta della luce da capogiro.
Ma quanto incide davvero sul bilancio familiare tenere l'aria condizionata in funzione per un'intera giornata? E, soprattutto, quali accortezze possono fare la differenza tra un costo sostenibile e una spesa insostenibile?
Secondo un'indagine condotta dal Gruppo uBroker in collaborazione con YouTrend su un campione di 404 residenti di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, il 63% delle famiglie del Nord Ovest dichiara che la propria spesa per luce e gas è aumentata nell'ultimo anno, con un quarto di questi che parla addirittura di un incremento "di molto".
Nonostante la diffusione capillare dei climatizzatori – il 72% delle famiglie della zona ne possiede uno fisso – la preoccupazione per i costi energetici rimane elevatissima, con il 38% degli intervistati che definisce il rapporto con le bollette "problematico" e il 7% che teme addirittura di non riuscire a pagarle.
Il costo reale del condizionatore acceso tutto il giorno
Per comprendere l'impatto economico, bisogna partire da un dato tecnico: i condizionatori moderni di classe A+++ possono consumare mediamente tra 0,8 e 1,5 kWh all'ora, ma la cifra varia in base alla potenza dell'apparecchio, alla classe energetica e, ovviamente, alla temperatura impostata. Con un costo medio dell'energia elettrica intorno ai 0,30 euro al kWh, tenere acceso un condizionatore per 12 ore al giorno potrebbe tradursi in una spesa che va dai 2,88 ai 5,4 euro giornalieri, pari a circa 86-162 euro al mese.
Una cifra che, se moltiplicata per i mesi estivi, rischia di incidere pesantemente sul bilancio familiare, confermando i timori emersi dall'indagine di uBroker.
Proprio per scongiurare questi esborsi, il consiglio degli esperti è quello di rivedere le abitudini di utilizzo. Come ha sottolineato Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, in un'intervista recente, per garantire un rinfrescamento costante senza far lievitare la bolletta, sarebbe opportuno tenere l'apparecchio in funzione per molte ore, ma con una temperatura di 29 gradi e con il livello minimo di ventilazione.
Un consiglio che sembra andare nella direzione opposta rispetto alla pratica più comune, ma che si basa su un principio fisico inconfutabile: ogni grado in meno sulla temperatura impostata comporta un aumento dei consumi energetici che può arrivare fino al 10%. La sfida, dunque, è trovare il giusto equilibrio tra benessere termico e risparmio.
Perché il costo dell'energia resta alto: il peso della geopolitica
La preoccupazione per le bollette non è, tuttavia, solo una questione di abitudini domestiche. L'analisi di uBroker rivela che il 75% degli intervistati attribuisce i rincari degli ultimi due anni principalmente ai conflitti internazionali e all'instabilità geopolitica, una percezione che supera di gran lunga fattori come la dipendenza dalle importazioni o le tasse.
Questa consapevolezza spinge i cittadini a cercare soluzioni di risparmio che non richiedano un esborso iniziale: il 71% delle famiglie, ad esempio, sposta l'uso dei grandi elettrodomestici nelle fasce orarie più convenienti, mentre solo il 9% ha sostituito un vecchio elettrodomestico con uno a basso consumo e appena il 3% ha installato un cappotto termico.
Un dato, quest'ultimo, che evidenzia uno dei principali freni alla transizione energetica: il costo iniziale degli interventi di efficienza. Per l'82% delle famiglie del Nord Ovest, questa barriera è la principale ragione per cui non si investe in migliorie strutturali, e la percentuale sale addirittura all'86% tra i proprietari di casa. Di fronte a cifre che per un nuovo impianto di climatizzazione o per un intervento di coibentazione possono partire da alcune migliaia di euro, molti cittadini preferiscono ripiegare su strategie a costo zero, anche se meno efficaci nel lungo periodo.
L'incidenza delle bollette sul bilancio familiare, che si attesta al 18% in media, resta così una voce di spesa fissa e difficile da comprimere, in un contesto dove la spesa media mensile complessiva di una famiglia è di 1.280 euro, di cui 204 euro solo per le utenze.




