Decreto correttivo fiscale 2026, cosa cambia per imprese e lavoratori
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il decreto correttivo fiscale 2026 introduce modifiche che incidono su redditi d’impresa, fringe benefit, welfare aziendale e controlli sui contribuenti forfettari, con effetti che in diversi casi partono dall’esercizio 2026. Il Dlgs 7 agosto 2026 n. 148, quarto decreto correttivo della riforma fiscale, è composto da 37 articoli suddivisi in 12 Titoli ed è entrato in vigore il 12 agosto 2026, il giorno successivo alla pubblicazione sul Supplemento ordinario n. 30/L alla Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto. L’entrata in vigore generale, però, non coincide necessariamente con l’applicazione di tutte le disposizioni, perché numerose norme prevedono una decorrenza specifica oppure un regime transitorio.
Fringe benefit e welfare aziendale, cambia il requisito per i familiari
Tra gli interventi del decreto correttivo fiscale 2026 rientra la modifica delle regole sui familiari che possono beneficiare dei fringe benefit e dei servizi di welfare aziendale. L’articolo 1 del decreto legislativo n. 148/2026 elimina infatti l’obbligo di convivenza per i parenti compresi nel perimetro degli altri familiari. Ai fini dell’accesso ai fringe benefit e al welfare aziendale viene quindi meno il requisito della residenza comune, correggendo le precedenti modifiche al TUIR e ripristinando la possibilità di fruire dei benefici anche senza convivenza.
L’intervento riguarda direttamente i requisiti previsti per i familiari a carico nell’ambito dei bonus e dei servizi riconosciuti dall’azienda. La correzione evita che il vincolo della convivenza limiti la platea degli altri familiari ammessi ai benefici, con conseguenze sia per i lavoratori sia per i datori di lavoro che utilizzano strumenti di welfare aziendale. Il decreto interviene quindi sul requisito soggettivo richiesto per queste agevolazioni, facendo decadere la necessità che il lavoratore e il familiare interessato abbiano la stessa residenza.
Forfettari e fattura elettronica, ridotti i benefici sui controlli fiscali
Un’altra modifica riguarda i contribuenti in regime forfetario e i benefici collegati alla fatturazione elettronica. Fino al periodo d’imposta 2025, per questa categoria era prevista una specifica riduzione di un anno dei termini di decadenza dell’azione di accertamento fiscale. Il decreto Omnibus elimina questo vantaggio, intervenendo sul sistema delle agevolazioni connesse agli adempimenti e ai controlli. La modifica incide quindi sul trattamento riservato ai forfettari, che non potranno più contare sulla riduzione annuale dei termini di accertamento prevista fino al 2025.
Resta invece ferma la riduzione biennale collegata alla tracciabilità dei flussi finanziari. Il nuovo assetto distingue dunque tra il beneficio specifico riconosciuto ai contribuenti forfettari, che viene cancellato, e quello legato ai pagamenti e ai flussi tracciabili, che continua a trovare applicazione. La disposizione si inserisce nel più ampio intervento di revisione delle regole su controlli, adempimenti e semplificazione contenute nel Dlgs n. 148 del 2026, insieme alle modifiche che interessano imposte sui redditi, IVA, successioni e donazioni e accise.
Le nuove regole tributarie pubblicate l’11 agosto 2026
Il Dlgs n. 148 è uno dei due provvedimenti tributari pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto 2026. Accanto al quarto decreto correttivo della riforma fiscale è stato pubblicato anche il D.Lgs. n. 147, dedicato alle disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale. Il D.Lgs. n. 148 contiene invece disposizioni integrative e correttive che riguardano le imposte sui redditi, l’imposta sulle successioni e donazioni, l’imposta sul valore aggiunto, le accise, i controlli, l’adempimento collaborativo e la semplificazione.
Per imprese e lavoratori, la lettura delle nuove disposizioni richiede quindi attenzione non soltanto alla data di entrata in vigore del decreto, fissata al 12 agosto 2026, ma anche alla decorrenza prevista dalle singole norme. Il provvedimento comprende infatti misure con regimi transitori e tempi di applicazione differenti. Tra gli effetti evidenziati emergono l’eliminazione del requisito della convivenza per determinati familiari nell’accesso a fringe benefit e welfare aziendale e la cancellazione, per i forfettari, della riduzione di un anno dei termini di accertamento, mentre resta confermata quella biennale collegata alla tracciabilità dei flussi finanziari.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
