La fiaccola di Milano-Cortina accende la Liguria, da Riomaggiore a Genova

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La fiamma, che fu accesa nell'antica Olimpia in Grecia lo scorso novembre, torna a illuminare le strade italiane a vent'anni esatti dall'edizione torinese dei giochi, ripercorrendo, seppur con un diverso itinerario, le emozioni di allora. Il suo viaggio verso il palcoscenico di Milano-Cortina 2026, la cui cerimonia di apertura è fissata per il prossimo 6 febbraio, rappresenta molto più di una semplice staffetta simbolica, configurandosi piuttosto come un'occasione per riflettere sul rapporto tra territorio, giovani e valori sportivi, alcuni dei quali, come ha dichiarato il presidente della Valle d'Aosta, vengono celebrati e trasmessi proprio attraverso questi passaggi.

Dalla Via dell'Amore alla Spezia: un doppio binario di emozioni

La tappa ligure, la trentatreesima del lungo percorso, si è sviluppata sin dal mattino di venerdì 9 gennaio lungo un doppio binario, che ha saputo coniugare la spettacolarità paesaggistica con il tessuto urbano. Una sorta di anteprima, infatti, si è svolta nelle primissime ore del giorno a Riomaggiore, dove un tedoforo ha attraversato la celebre Via dell'Amore, offrendo un'immagine di straordinaria suggestione. Quasi in contemporanea, un'altra fiaccola – sebbene diversa nell'aspetto ma portatrice dello stesso fuoco originario – ha dato il via alla cerimonia principale alla Spezia, nel quartiere di Migliarina, dove il percorso ha preso il via dinanzi a uno dei punti di riferimento dello sponsor principale.

Il percorso cittadino e i riflessi sulla mobilità

L'arrivo del simbolo olimpico nella città spezzina, atteso dalle undici, ha inevitabilmente comportato una riorganizzazione della viabilità, con molti cittadini che si sono interrogati sui dettagli logistici e sulle identità dei tedofori prescelti. La fiamma ha attraversato il centro seguendo un itinerario prestabilito: partita dalla zona della chiesa di Migliarina, ha proseguito lungo Viale Italia, per poi toccare Piazza Verdi, Via Chiodo, Corso Cavour e Via Fiume, fino a concludere la sua corsa in Piazza Boito. Un tragitto relativamente breve ma intenso, che ha permesso a un buon numero di persone di assistere all'evento pur nel contesto di una normale giornata lavorativa.

Genova come culmine della giornata ligure

La giornata, densa di appuntamenti, ha trovato il suo culmine nel pomeriggio a Genova, designata come destinazione finale di questa frazione del viaggio. Il capoluogo, che attendeva con ansia il grande giorno, ha così ospitato l'ultimo tratto della staffetta prima che la fiaccola proseguisse verso altre regioni. L'attenzione allo sport, come sottolineato dalle istituzioni valdostane in occasione del passaggio in quelle zone, trova in questi momenti una sua concretizzazione, toccando da vicino non solo il sistema turistico ma, in modo più profondo, il percorso di crescita dei più giovani, ai quali si cerca di far percepire il peso di certi ideali.

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