La vittoria di Forza Italia a Venaria e il crollo dell'affluenza: i numeri che ridisegnano il Piemonte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tornata elettorale del 24 e 25 maggio 2026 in Piemonte, che ha coinvolto ottanta comuni, consegna agli archivi di partito una fotografia ambivalente ma estremamente chiara. Da un lato, il centrodestra – e in particolare Forza Italia – esulta per il risultato ottenuto a Venaria Reale, dove il sindaco uscente Fabio Giulivi, sostenuto da una coalizione compatta che annovera anche lo stesso partito di Tajani, ha conquistato una netta riconferma già al primo turno.

Dall’altro lato, però, l’intero sistema politico regionale deve fare i conti con una voragine: l’astensionismo ha toccato livelli record, superando in alcuni casi la metà degli aventi diritto, un dato che rischia di sovrascrivere qualsiasi altra analisi sulla forza dei singoli schieramenti.

Il trionfo di Giulivi a Venaria Reale e il “segnale chiaro” di Forza Italia

La vittoria di Fabio Giulivi, che si appresta a iniziare il suo secondo mandato alla guida della città della Reggia, è stata accolta dal partito di Palazzo Chigi come una prova inconfutabile della bontà dell’operato amministrativo. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Rosso, in una nota diffusa lunedì mattina, ha parlato di “straordinaria vittoria” e di un “segnale politico chiaro e incontrovertibile”, sottolineando come gli elettori abbiano premiato la “serietà amministrativa” e i “risultati concreti” ottenuti nel corso del primo mandato.

La coalizione che ha sostenuto Giulivi, composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia-UDC, Noi Moderati e liste civiche, ha infatti capitalizzato il buon lavoro svolto in questi anni – dalla riqualificazione di viale Buridani finanziata dal PNRR al potenziamento della videosorveglianza – per distanziare gli sfidanti Mirco Repetto (centrosinistra) e Andrea Accorsi (liste civiche).

Il dato politico che emerge, quindi, è quello di un centrodestra coeso che a livello locale riesce a esprimere una leadership percepita come stabile, al contrario di quanto accaduto in altri grandi comuni come Trecate o Valenza, dove l’alleanza è arrivata all’appuntamento elettorale frastornata e litigiosa, finendo per essere costretta al ballottaggio.

L’altra faccia della medaglia: il trionfo silenzioso dell’astensionismo

Se l’euforia regna sovrana nei quartieri generali di FI e Lega per il successo in specifici territori, l’analisi dei numeri grezzi dell’affluenza racconta una storia ben più inquietante per la democrazia rappresentativa piemontese. In tutta la regione, il tasso di partecipazione si è fermato al 54,4%, un crollo verticale se paragonato al 63,4% registrato nelle analoghe consultazioni del 2020.

In provincia di Torino, la maglia nera è ancora più evidente: nei ventitré comuni dell’area metropolitana chiamati al voto, l’affluenza media si è inchiodata al 51,89%, un valore che rappresenta la soglia più bassa dell’intero Piemonte. Città come Moncalieri – dove il candidato del centrosinistra Lorenzo Mauro ha avuto la meglio – hanno toccato picchi di disaffezione drammatici: si è recato alle urne solo il 45,74% degli aventi diritto, una flessione di quasi diciassette punti percentuali rispetto al 2020.

Questo fenomeno, che gli analisti definiscono come una vera e propria “rivolta silenziosa”, sembra indicare un progressivo distacco dei cittadini dalla politica amministrativa locale, percepita forse come meno urgente rispetto ai referendum costituzionali o alle elezioni nazionali.

Le sfide rimandate a Valenza e Trecate tra frammentazione delle alleanze

Il quadro di queste elezioni non si completa senza osservare i due grandi centri che, proprio a causa di questa frammentazione degli elettorati, sono stati costretti al ballottaggio. A Valenza, nell’Alessandrino, il centrodestra si è presentato diviso: la candidata Alessia Zaio, che aveva cercato faticosamente di ricompattare le forze di FI, FdI e Lega dopo mesi di tensioni con il sindaco uscente Maurizio Oddone, è rimasta staccata, mentre la sfida finale sarà tra Luca Ballerini e Marilena Griva.

Situazione simile a Trecate, nel Novarese, dove Raffaele Sacco (centrosinistra) ha chiuso il primo turno in vantaggio su Roberto Minera (centrodestra), ma senza riuscire a scavalcare la soglia del cinquanta per cento, complice la candidatura civica di Rosa Criscuolo che ha eroso consensi nell’area moderata. Si torna al voto, dunque, tra due settimane, con i partiti che dovranno lavorare per convincere quell’elettorato che in questi giorni ha preferito restarsene a casa – un target che, a questo punto, rischia di essere decisivo per la conquista delle fasce tricolori.

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