van der Poel, ritorno in trionfo nel ciclocross di Namur tra cadute e resistenze
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Redazione Sport
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Mathieu van der Poel ha marcato, con un’affermazione non scontata, il suo rientro alle corse nella ruvida prova di Coppa del Mondo a Namur, dimostrando, nonostante un evidente rodaggio, quella superiorità tattica e fisica che lo rende un atleta pressoché inarrivabile. L’olandese, che non scendeva in gara dai Mondiali di mountain bike di metà dicembre, ha infatti chiuso in solitaria la quarta tappa del circuito mondiale, superando le insidie di un tracciato particolarmente tecnico e le pressioni di avversari determinati a scuoterne il dominio. La sua vittoria, che giunge nella stagione in cui punta a conquistare l’ottavo Titolo iridato della specialità, non è stata però una passeggiata, ma piuttosto una successione di prove superate con fredda determinazione.
Un inizio con qualche intoppo e la reazione
La gara, che vedeva in lizza tutti i migliori specialisti del settore incluso il campione del mondo in carica, si è sviluppata subito su ritmi elevatissimi, con van der Poel costretto a gestire non solo la resistenza degli avversari ma anche una condizione atletica non ancora al top. Lo stesso protagonista ha ammesso, in seguito, di sentirsi “un po’ indietro” nella preparazione rispetto agli anni precedenti e di aver commesso diversi errori, tra i quali spicca una caduta durante la competizione. Quel momento di difficoltà, anziché minarne la solidità, ne ha innescato la tipica reazione: van der Poel, rimontato immediatamente, ha iniziato a controllare le iniziative dei rivali più pericolosi, affrontando anche il gioco di squadra messo in atto dalla formazione Baloise a favore di Thibau Nys.
Il duello con Nys e la risoluzione finale
A tenere viva la corsa fino all’ultimo passaggio sono stati soprattutto il belga Thibau Nys e il suo connazionale Michael Vanthourenhout, supportati da un ritrovato Lars van der Haar. Il gruppo dei battistrada ha più volte tentato di spezzare la resistenza dell’olandese, il quale, però, ha sempre mantenuto il controllo della situazione, assorbendo gli attacchi e studiando i movimenti. La risoluzione è giunta soltanto nel giro conclusivo, quando van der Poel ha impresso un’accelerazione decisiva, staccando Nys – il quale peraltro ha patito anche lui uno scivolone in una fase cruciale – e Vanthourenhout, per andare a tagliare il traguardo da solo. Una vittoria costruita più con l’esperienza e la freddezza che con un dominio schiacciante, a sottolineare come, anche in una giornata non perfetta, il suo margine sugli altri resti considerevole.
L’impresa di Agostinacchio in un campo di stelle
Nella stessa competizione si è distinto anche il giovane italiano Mattia Agostinacchio, autore di una prestazione di grande rilievo in un parterre così competitivo. Con una rimonta costante e tenace, ha sfiorato l’accesso alla top ten, chiudendo al tredicesimo posto in una prova che rappresenta un segnale importante per il ciclocross italiano. La sua performance, su un circuito impegnativo che ha premiato le doti tecniche e la resistenza, aggiunge un tassello positivo a una disciplina che, nel nostro paese, fatica spesso a emergere ai massimi livelli.
La stagione del ciclocross, dunque, prende ufficialmente il via con il segno inconfondibile di Mathieu van der Poel, il quale, pur nelle proprie dichiarazioni di insoddisfazione per la condizione, continua a dettare legge. La sua capacità di vincere anche quando non è al cento per cento, gestendo le avversità e gli errori, costituisce un ulteriore capitolo della sua supremazia. Mentre si guarda già al prossimo appuntamento mondiale, questa affermazione a Namur stabilisce, ancora una volta, chi sia l’uomo da battere.




