Roma-Juve, lo spareggio per la Champions League vale una montagna di soldi
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Redazione Sport
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La partita di questa sera allo Stadio Olimpico, quella tra Roma e Juventus, non è semplicemente la classica sfida tra due squadre blasonate che si affrontano per orgoglio o per un posto al sole nella speranza di acciuffare un piazzamento europeo di seconda fascia, no: è molto di più. È, a tutti gli effetti, uno spareggio per l’accesso diretto alla prossima edizione della Champions League, quella che garantisce un tesoro che oscilla, tra diritti televisivi e bonus UEFA, intorno ai sessanta milioni di euro. Una cifra, quest’ultima, che diventerebbe linfa vitale per le casse di entrambe le società, in particolare per i bianconeri reduci da una stagione complicata e da un'eliminazione europea che brucia ancora.
I numeri dicono che i giallorossi di Gian Piero Gasperini, quarti con cinquanta punti all’attivo, hanno quattro lunghezze di vantaggio proprio sulla Juventus, la quale, complice la sconfitta nell’ultimo turno e il contemporaneo successo del Como, è scivolata addirittura al sesto posto in classifica, con quarantasei punti raccolti finora. Una vittoria stasera, per la formazione capitolina, significherebbe un allungo pesantissimo, una fuga vera e propria che porterebbe il distacco a più sette, costringendo Spalletti e i suoi a un disperato e forse vano tentativo di rincorsa in quello che rimane del campionato. Per la Vecchia Signora, al contrario, l’eventuale successo rappresenterebbe l’aggancio in piena lotta per quel quarto posto che, in virtù dell'andamento altalenante della lotta per il piazzamento extra concesso dalle competizioni europee, è diventato l’unica via percorribile per tornare nella massima competizione continentale.
L'opportunità per la Roma, l'ultima spiaggia per i bianconeri
Se per i padroni di casa l’appuntamento di questa sera rappresenta un’opportunità – quella di dare una scossa definitiva al campionato e consolidare una posizione che sembra sempre più solida – per la Juventus la sfida dell’Olimpico ha il sapore amaro dell’ultima chiamata. Dopo l’addio alla Champions League, arrivato al termine di una doppia sfida contro il Galatasaray che ha lasciato rimpianti e polemiche, l’orizzonte di Spalletti si è fatto improvvisamente più cupo: concentrare tutte le energie residue sul campionato non era solo una scelta obbligata, ma l'unica strada percorribile per non vanificare un'intera stagione. I bianconeri arrivano all'appuntamento reduci da un periodo di forma altalenante – una vittoria, due pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque uscite tra campionato e coppa – che ha fatto scattpiare pià di un campanello d'allarme.
Dall’altro lato, la Roma di Gasperini – che può vantare un rendimento casalingo solido e una difesa che, statistiche alla mano, risulta essere la meno battuta del torneo con soli sedici gol incassati – ha l’opportunità di compiere un passo da gigante. Il tecnico, che aveva dichiarato recentemente come "la corsa è ancora lunga" e che la lotta si deciderà solo alla fine, sa bene che vincere significherebbe mettere una seria ipoteca sulla partecipazione alla prossima edizione della coppa dai grandi orecchi. E lo farebbe affidandosi anche ai suoi giovani, come quel Niccolò Pisilli – che stando alle ultime indiscrezioni dovrebbe partire dal primo minuto – a riprova di una fiducia nei confronti del vivaio che sta pagando dividendi importanti in questo 2026. Una scelta, quella di lanciare il centrocampista classe 2006, che premia la continuità e la personalità mostrata dal ragazzo nelle ultime uscite.
Il peso specifico della posta in palio e lo scenario di classifica
Osservando la classifica con maggiore attenzione, ci si rende conto di quanto il ko rimediato dalla Juventus nell’ultimo turno abbia complicato i piani. Il successo del Como, infatti, ha permesso ai lariani di scavalcare i bianconeri, portandosi a quota quarantotto punti e inserendosi prepotentemente nella bagarre per un posto che garantisca almeno l’Europa League. Questo significa che gli uomini di Spalletti, in caso di passo falso all’Olimpico, non dovrebbero guardarsi solo dalla Roma, ma anche da una delle realtà più sorprendenti di questa stagione. L'eventualità di ritrovarsi a fine giornata a meno sette dal quarto posto e con il Como alle calcagna – o addirittura davanti – rende l'idea di quanto questo match rappresenti uno spartiacque.
Dal punto di vista statistico, i precedenti sorridono leggermente ai bianconeri, che hanno vinto trentatré delle settantatré sfide totali contro le diciassette affermazioni dei giallorossi. Tuttavia, nell'ultimo confronto diretto allo Stadio Olimpico risalente allo scorso aprile, il match terminò in parità per uno a uno. Un segnale, questo, di un sostanziale equilibrio quando le due squadre si affrontano tra le mura amiche della Roma. Un equilibrio che, stasera, dovrà necessariamente essere spezzato da una delle due contendenti se non vuole compromettere irrimediabilmente le proprie ambizioni future.
Le scelte di formazione e le assenze pesanti
Gasperini, come detto, sembra intenzionato a puntare su Pisilli dal primo minuto, confermando la sua fiducia nel ragazzo che si è guadagnato sul campo la possibilità di giocare una partita così delicata. Una scelta che potrebbe significare un centrocampo votato alla quantità e all'inserimento senza palla, con l'obiettivo di pressare alto e non far respirare la mediana avversaria. Dall'altra parte, Spalletti deve fare i conti con alcune defezioni importanti: dalla lista degli indisponibili, infatti, risultano ancora fermi ai box giocatori del calibro di Soulé, Hermoso, Ferguson e Dovbyk, che hanno lavorato a parte e che molto probabilmente salteranno l'atteso scontro diretto. Assenze che pesano, e non poco, soprattutto considerando la necessità di avere alternative in panchina in una gara che potrebbe decidersi nei minuti finali, quando la stanchezza si farà sentire e gli spazi inizieranno ad allargarsi. La posta in palio, si diceva, è altissima, e l'intera stagione di entrambe le squadre passa da questi novanta minuti. O forse di più.




