Val Gardena, vento di sorpresa: Zabystran vince il superG, Franzoni terzo con dedica

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Oggi a Val Gardena il sole splende su una pista in condizioni ottimali, con la neve che i tecnici definiscono veloce e poco curva, un mix che, alle 11.45 in punto, ha dato il via alla terza gara di superG della stagione in un clima di grande attesa. Gli azzurri, galvanati dagli ottimi risultati della discesa sprint del giorno precedente, si presentano all'appuntamento con l'ambizione di confermarsi, mentre gli osservatori si interrogano su chi saprà adattarsi meglio a un tracciato che, pur nella sua perfezione, nasconde insidie sottili. Dopo la consueta ricognizione, Mattia Casse, vincitore sulla stessa pista dodici mesi fa e in partenza col numero nove, spiega come esistano "alcuni punti da rispettare per entrare al meglio nei tratti facili", sottolineando comunque la sua soddisfazione per la qualità della neve; una considerazione condivisa da Giovanni Franzoni, che con il pettorale sedici si prepara a una prova importante.

La beffa per Odermatt e il fattore vento

La gara, che si preannunciava come un possibile duello tra i big, prende invece una piega inaspettata quando, nella fase centrale, si alza un vento da dietro che modifica sensibilmente i parametri di guida nella parte bassa del percorso, dall'uscita del Ciaslat fino all'Annuncio. È proprio in questo frangente che Jan Zabystran, atleta ceco partito col numero ventinove, compie la rimonta decisiva, realizzando una performance che sorprende l'intero circo bianco e che gli vale il primo posto. A doversi arrendere, seppur di misura, è Marco Odermatt, già vincitore nella prova di ieri e fino a quel momento dato per favorito, il quale vede sfumare la possibilità di una doppietta in Val Gardena. L'altro svizzero Stefan Rogentin chiude con una solida prestazione all'ottavo posto, mentre i suoi compagni di squadra rimangono più staccati, dimostrando come la Saslong, pur nella sua apparente facilità, non perdoni mai gli errori.

La gioia azzurra e un podio dal sapore amaro

Accanto alla sorpresa internazionale, a brillare è l'Italia di Giovanni Franzoni, capace di conquistare un terzo posto che rappresenta il primo podio in carriera in Coppa del Mondo. Un risultato di grande prestigio, che Franzoni decide immediatamente di dedicare alla memoria di Matteo Franzoso, lo sciatore scomparso tragicamente, a soli venticinque anni, tre mesi fa in Cile a seguito di un incidente in pista durante un allenamento. Una dedica intensa e privata, che aggiunge un profondo significato al successo sportivo. Ottima anche la prova di Christof Innerhofer, che si piazza al quinto posto, mentre Mattia Casse, pur non rientrando tra i primissimi, ottiene un dignitoso decimo posto. Meno fortunato Dominik Paris, terzo nella discesa di ieri, che conclude la sua gara al diciassettesimo posto.

Gli altri retroscena di una giornata movimentata

La competizione registra altri episodi significativi, come la caduta – per fortuna senza gravi conseguenze – di Franjo von Allmen, atleta svizzero che, sceso in pista col pettorale dieci, è uscito di scena nella prima parte del tracciato. Un incidente che ha momentaneamente rallentato la gara ma che non ha intaccato il prosieguo di una manifestazione che, nel complesso, ha offerto spettacolo e imprevisti. L'esito finale, dunque, ribalta ogni pronostico e consegna alla storia del luogo un nome inatteso, dimostrando come nello sci alpino, specie quando intervengono elementi imponderabili come il vento, l'esito sia sempre aperto fino all'ultimo cancelletto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.