Marocco-Scozia 1-0, decide Saibari al 2': i nordafricani guidano il girone C

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C'è voluto meno di un minuto e mezzo, per l'esattezza centoventi secondi, perché il Marocco indirizzasse la propria seconda uscita mondiale contro la Scozia; e quel lasso di tempo, brevissimo se si considera l'intero arco di una partita di calcio, è stato sufficiente a Ismael Saibari per trasformare un'azione confusa in un diagonale potente che ha lasciato il portiere scozzese Gunn, peraltro fin lì imbattuto, con l'amaro in bocca e la palla che rotolava dolcemente in fondo al sacco.

L'attaccante del PSV, il cui nome circola insistentemente in chiave Bayern Monaco nelle ultime settimane, ha raccolto un assist al bacio di Brahim Diaz – una di quelle giocate che sembrano inventate sul momento, con il tempo sospeso – e da posizione leggermente angolata ha scaricato un destro che non lasciava scampo: una fiammata che, per quanto spettacolare, rischiava di essere l'antipasto di una goleada, ma che si è rivelata invece il piatto unico di una serata molto più equilibrata e, per certi versi, sofferta per gli uomini di Walid Regragui.

La partita: un lampo iniziale e poi il muro scozzese

Se il primo minuto di gioco aveva fatto pensare a un copione ricco di emozioni, con il Marocco che prendeva subito il controllo delle operazioni e la Scozia che sembrava accusare il colpo, la realtà dei fatti ha raccontato una storia ben diversa: gli scozzesi, dopo lo svantaggio lampo, hanno serrato le linee con una disciplina quasi maniacale, chiudendo gli spazi e costringendo la squadra africana a un possesso palla spesso sterile, fatto di fraseggi orizzontali che non riuscivano a incidere nella trequarti avversaria.

I nordafricani, comunque, hanno continuato a spingere per buona parte della prima frazione, con Ziyech che provava a inventare dal lato destro e Ounahi che dettava i tempi a centrocampo, ma le occasioni nitide, quelle che avrebbero potuto chiudere la pratica, sono mancate con una frequenza che ha finito per esasperare il pubblico presente.

Da segnalare, a metà del primo tempo, una conclusione di En-Nesyri che ha scheggiato il palo esterno e un tentativo di Mazraoui, terminato alto sopra la traversa, ma per il resto la difesa scozzese, guidata da un monumentale Jack Hendry, ha retto l'urto senza concedere sbavature, trasformando la partita in un esercizio di pazienza per gli attaccanti marocchini.

Il contesto del girone C: la capolista in attesa del Brasile

Questa vittoria, seppur di misura, assume un peso specifico notevole nella corsa agli ottavi di finale del gruppo C, perché proietta il Marocco in testa alla classifica con quattro punti, frutto del pareggio all'esordio contro il Brasile e del successo odierno; il Brasile, appunto, è atteso nella partita delle 3 contro Haiti, un confronto che potrebbe rimescolare le carte e che i verdeoro sono chiamati a vincere per non complicarsi la vita, considerato che gli haitiani, pur partendo con i favori del pronostico ampiamente sfavorevoli, hanno dimostrato di essere un osso duro battendo la Scozia nella prima giornata. Ieri, anzi, la compagine caraibica si era imposta con un gol di misura sugli scozzesi, e quel risultato, unito a questo di Marocco-Scozia, rende il girone estremamente equilibrato: i nordafricani, con quattro punti, sono momentaneamente primi, ma la partita tra sudamericani e haitiani potrebbe cambiare le gerarchie, magari consegnando il primato al Brasile in caso di vittoria, oppure lanciando Haiti in una posizione di assoluto rispetto se dovesse ripetere l'impresa.

La nazionale africana, dal canto suo, ha ora la possibilità di guardare con fiducia alle prossime sfide, forti di una solidità difensiva che, fatta eccezione per qualche brivido nel finale, ha retto l'urto degli avversari senza particolari patemi, e di una capacità di sfruttare le occasioni che, sebbene non sempre continua, si è rivelata decisiva al momento opportuno.

L'analisi tattica: Saibari e la chimica con Diaz

Uno degli aspetti più interessanti emersi da questa sfida è il crescente feeling tra Brahim Diaz e lo stesso Saibari: il primo, con la sua imprevedibilità e i suoi cambi di passo, agisce da rifinitore di lusso in quella zona di campo che gli permette di inserirsi tra le linee; il secondo, dotato di una progressione fisica notevole, è il classico attaccante moderno che sa accompagnare l'azione e finalizzare con freddezza.

La giocata del gol ne è l'esempio più calzante: Diaz si libera di un avversario con un sombrero improvvisato, protegge la sfera con il corpo e, nel momento in cui viene pressato, apre il piatto destro per un filtrante chirurgico che taglia in due la retroguardia scozzese; Saibari, partito in perfetto syncronismo, controlla al volo e non dà scampo al portiere con un diagonale che beffa il pallone anche per via del tocco leggermente deviato di un difensore.

È una collaborazione che Regragui sta coltivando con attenzione, consapevole che questo tipo di intesa, se ripetuta con continuità, potrà rivelarsi letale anche contro difese più blasonate; e non è un caso che Saibari, con questo gol, abbia messo a segno la sua prima rete in una fase finale di un Mondiale, un traguardo che potrebbe spingerlo ulteriormente verso quel grande salto in Bundesliga di cui si parla.

La Scozia, invece, ha pagato a caro prezzo una partenza folle, con la difesa che è andata in bambola sul primo affondo, ma nel prosieguo della partita ha dimostrato carattere, limitando il danno e cercando persino il pareggio nella ripresa, quando un colpo di testa di Adams ha sfiorato il palo e un tiro di McGinn è stato deviato in angolo da un provvidenziale intervento di Bounou.

La gestione finale del vantaggio è stata per il Marocco un esercizio di maturità, con la squadra che ha abbassato il baricentro e ha retto gli ultimi assalti senza disunirsi, dimostrando una compattezza che potrebbe fare la differenza nei momenti cruciali della competizione; i cambi operati dal tecnico, con l'ingresso di freschezza per le linee esterne, hanno garantito la giusta dose di equilibrio, mentre la Scozia, pur gettando il cuore oltre l'ostacolo, si è scontrata contro una retroguardia attenta e ben posizionata, che ha concesso pochissimi spazi per le imbucate centrali.

Le statistiche parlano di un possesso palla sostanzialmente equilibrato, con una leggera prevalenza marocchina, ma di un numero di tiri in porta praticamente identico, a testimonianza che la partita è stata giocata su binari di sostanziale parità, spezzata soltanto da quel guizzo iniziale che, a conti fatti, ha deciso l'intera contesa.

Per i nordafricani, ora, l'obiettivo è consolidare il primato e provare a strappare la qualificazione con un turno di anticipo, mentre per gli scozzesi l'ultima giornata si preannuncia come un vero e proprio dentro o fuori, con la necessità di vincere e sperare in un risultato favorevole dall'altra parte del girone.

Il calcio, si sa, è fatto di episodi, e questo gol al secondo minuto potrebbe rivelarsi, a fine corsa, l'episodio decisivo per le sorti di un gruppo che si sta rivelando più equilibrato del previsto, dove ogni errore o ogni lampo di genio pesa come un macigno sulla bilancia della qualificazione.

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