Ostaggi, si avvicina l'ora del rilascio. Israele: "Poi distruggeremo i tunnel"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'attesa, che ha gravato per settimane sulle istituzioni e sui familiari, sta per giungere al suo epilogo, sebbene permanga, fino all'ultimo istante, un'incognita legata all'orario preciso in cui avverrà la liberazione dei venti ostaggi ancora in vita, dei quarantotto originariamente trattenuti nella Striscia di Gaza. La dinamica del loro trasferimento, che sarà coordinato dalla Croce Rossa internazionale, rappresenta il passaggio cruciale di un negoziato i cui dettagli, come spesso accade in simili circostanze, restano avvolti in un comprensibile riserbo. Quello che appare chiaro, tuttavia, è la volontà di portare a compimento l'operazione in un'unica soluzione, consentendo a tutti loro di riabbracciare i propri cari dopo una prova tanto dura.

I nomi e le storie dei venti

Tra coloro che dovrebbero tornare alla libertà ci sono i gemelli Gali e Ziv Berman, ventottenni con doppia cittadinanza israeliana e tedesca, residenti in una località israeliana di confine e che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbero stati tenuti prigionieri in luoghi separati. Con loro anche Alon Ohel, un pianista di ventiquattro anni, anch'egli in possesso del passaporto tedesco; si teme per le sue condizioni fisiche, poiché era rimasto ferito mentre fuggiva dal festival Nova e si sospetta che possa aver perso la vista da un occhio. Le loro vicende personali, come quelle degli altri prigionieri, hanno tenuto col fiato sospeso un'intera nazione, che ora aspetta di vederli varcare il confine.

La tempistica e i preparativi

Un portavoce del governo israeliano ha precisato che il rilascio avrà inizio nelle prime ore di lunedì, con la previsione che l'intero gruppo venga liberato in un'unica volta. Le autorità di Gerusalemme si aspettano che gli ostaggi vengano materialmente consegnati ai rappresentanti della Croce Rossa, i quali ne cureranno il successivo trasferimento in territorio israeliano. A Tel Aviv, il Forum delle famiglie degli ostaggi ha annunciato che, a partire dalla mezzanotte, Piazza degli Ostaggi sarà aperta al pubblico e trasmetterà in diretta l'evento tanto agognato, un momento di collettiva liberazione dopo un periodo di angoscia profonda.

La visita di Trump e le dichiarazioni israeliane

La complessa macchina diplomatica e logistica si intreccia con un altro evento di rilievo: l'arrivo a Gerusalemme del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, atteso per lunedì mattina per un discorso alla Knesset e successivamente a Sharm el-Sheikh per la formalizzazione del cessate il fuoco. Un funzionario israeliano ha affermato all'emittente pubblica Kan che l'esercito ritiene plausibile che il ritorno degli ostaggi in patria coincida con l'atterraggio di Trump in Israele. Parallelamente, le forze di sicurezza israeliane hanno già annunciato la prossima fase delle operazioni, che avrà come obiettivo dichiarato la distruzione sistematica dell'intera rete di tunnel costruiti da Hamas sotto Gaza, un'infrastruttura ritenuta vitale per il gruppo.

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