Attesa per i negoziati a Doha: Hamas assente, Israele chiede il rilascio di 33 ostaggi
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Redazione Esteri
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Oggi a Doha, in Qatar, si apre un nuovo round di negoziati che potrebbe durare due giorni. Le trattative si concentreranno sul rilascio degli ostaggi e sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. L'esito di questi colloqui è cruciale non solo per il destino dei civili palestinesi e dei prigionieri israeliani, ma anche per la possibilità che l'Iran rinunci al suo attacco di rappresaglia contro Tel Aviv per l'assassinio del capo di Hamas, Ismail Haniyeh.
Dimissioni della presidente della Columbia University
La presidente della Columbia University, Minouche Shafik, si è dimessa dopo le proteste per la guerra tra Israele e Hamas che hanno diviso l'università newyorkese. Shafik, economista di origine egiziana ed ex funzionaria di alto rango presso la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca d'Inghilterra, ha affrontato pressioni e polemiche per la gestione degli accampamenti del campus che protestavano contro il conflitto.
Medio Oriente al bivio
Il Medio Oriente si trova oggi a un bivio drammatico. I Paesi mediatori tra Israele e Hamas – Stati Uniti, Egitto e Qatar – sono determinati a elaborare un accordo quadro definitivo che metta fine alla guerra a Gaza. Durante i negoziati, che potrebbero durare uno, due o forse tre giorni, la regione resterà in bilico, col fiato sospeso.
Attacco di Israele su Gaza e Khan Younis
Nel frattempo, Israele ha lanciato un attacco su Gaza e Khan Younis, causando la morte di tre persone. Questo episodio di violenza si inserisce in un contesto di tensioni crescenti e di trattative difficili, con la speranza che i negoziati di Doha possano portare a una soluzione pacifica e duratura.




