Il 2026 della F1 si definisce nei test: nuove vetture, calendario e voci al via
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Redazione Sport
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Mentre i reparti tecnici dei team completano gli ultimi ritocchi alle monoposto che dovranno affrontare una rivoluzione normativa epocale, il circo della Formula 1 è già in movimento per organizzare la stagione che prenderà il via l’8 marzo a Melbourne. Un anno, il 2026, che si annuncia come un vero spartiacque, costringendo i piloti a un profondo ripensamento del proprio stile di guida a causa di power unit ibride ancor più influenti e di sistemi di aerodinamica attiva estesi all’asse anteriore, elementi che promettono di trasformare le dinamiche in pista in un inseguimento “da gatto col topo”.
I tre atti della preparazione: shakedown, test e nuovo calendario
Il percorso verso il via è scandito da sessioni di collaudo intensive, a partire dallo shakedown di Barcellona, cinque giorni di test a porte chiuse durante i quali ciascuna squadra potrà utilizzarne tre per mettere preliminarmente a punto le vetture. Per queste prime uscite, Pirelli ha fornito le tre mescole più dure della gamma pensata per il 2026, una scelta che indica la volontà di raccogliere dati su fondamenti resistenti, in vista delle lunghe sessioni che attendono i team. Subito dopo, infatti, sarà la volta dei test ufficiali in Bahrain, una maratona di tre giornate che precederà il debutto in Australia e che segnerà anche un cambiamento nel racconto per il pubblico italiano, con la storica voce di Sky Sport F1, Carlo Vanzini, che non commenterà le sessioni dal circuito.
Un mondiale da 24 tappe con il ritorno di Madrid
Il calendario, intanto, ha assunto la sua forma definitiva con ventiquattro appuntamenti che disegnano una nuova mappa geografica della categoria. Sei di questi weekend adotteranno il formato Sprint, con l’obiettivo di massimizzare le opportunità di punteggio e di spettacolo. Tra le novità più attese spicca l’ingresso di Madrid, il cui gran premio è in programma per il 13 settembre, un tassello che si aggiunge a un puzzle organizzativo complesso e sempre più globale. La stagione, partendo dall’Australia, toccherà poi i consueti santuari europei prima di volgere verso le tappe asiatiche e quelle conclusive nelle Americhe.
La sfida tecnica che ridefinirà le gerarchie
Al di là degli aspetti logistici e di regolamento sportivo, il vero campo di battaglia rimane quello tecnico. L’introduzione delle nuove power unit, unita a un concetto di aerodinamica attiva più pervasivo, sta obbligando i team a riscrivere i manuali di sviluppo e i piloti ad abbandonare certezze consolidate. La gestione dell’energia, la termica delle gomme e l’approccio alle curve subiranno una trasformazione radicale, creando quelle condizioni di incertezza preliminare che spesso sono il preludio a sorprese e a un ribaltamento delle gerarchie. Ogni chilometro percorso nei test, da Barcellona al Bahrain, sarà quindi analizzato al millimetro per carpire i primi, preziosi indizi sulla direzione che prenderà questa nuova era.




