Il primo verdetto delle gomme 2026: Pirelli sorride, meno graining e calore sotto controllo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Terminate le prime tre giornate di test collettivi sul tracciato di Sakhir, in Bahrain, e per Pirelli è già tempo di tirare le somme, seppur con la cautela del caso. L’impressione, stando alle parole di Mario Isola, direttore Motorsport della casa milanese, è che le nuove coperture concepite per la rivoluzione tecnica del 2026 abbiano superato il primo, vero banco di prova sul campo. Le simulazioni al computer e i brevi shakedown, come quello catalano di Barcellona, avevano fornito indicazioni positive; ora, dopo giorni di passaggi incessanti sull’asfalto mediorientale, i dati raccolti confermano la bontà della direzione intrapresa. Le mescole, infatti, hanno dimostrato una resistenza meccanica più che soddisfacente, e i piloti, interpellati al termine delle loro tornate, avrebbero riferito sensazioni confortanti, in particolare per quanto riguarda due dei fenomeni più temuti dagli ingegneri: il graining e il surriscaldamento eccessivo.

Il salto in avanti nella gestione termica e meccanica

Chi si aspettava di vedere vetture in difficoltà con la gestione delle gomme, almeno in questa prima uscita ufficiale, è rimasto deluso. Il graining, quel fastidioso fenomeno di abrasione superficiale che taglia le prestazioni, sembra essere stato messo in secondo piano dalle nuove specifiche. Le coperture, nel corso delle lunghe serie di giri, hanno mantenuto un comportamento lineare, degradandosi in modo progressivo senza crolli repentini di prestazione. Un aspetto, questo, che non era affatto scontato considerando l’aumento delle sollecitazioni dovuto alle nuove power unit, capaci di erogare potenze e coppie sensibilmente diverse dal passato. Il controllo del surriscaldamento, poi, rappresenta un altro tassello fondamentale: in Bahrain, con temperature della pista che hanno superato abbondantemente i quaranta gradi, tenere a bada la febbre degli pneumatici è un’impresa non da poco, e invece i riscontri parlano di una finestra di utilizzo apparentemente gestibile.

L'adattamento dei piloti tra flat spot e nuove power unit

Ciononostante, non sono mancati segnali che raccontano di un adattamento ancora in corso, come del resto era logico attendersi. Mario Isola ha sottolineato come l’evidenza di alcuni flat spot sugli pneumatici, riscontrati al termine delle sessioni, possa essere interpretata come un sintomo di un approccio alla guida non ancora completamente sincronizzato con le nuove power unit. I piloti, abituati a punti di frenata e a traiettorie consolidate negli anni precedenti, stanno facendo i conti con un’erogazione della potenza profondamente mutata: se in ingresso curva si sbaglia ancora il riferimento, con conseguenti blocchi, è in uscita che la vera sfida sembra emergere. La spinta elettrica, più prorompente e immediata rispetto al passato, tende a far slittare l’asse posteriore, e questo scorrimento continuo porta con sé un rapido aumento termico della superficie della gomma, cui fa seguito un calo di aderenza non trascurabile. È un circolo vizioso che i piloti stanno imparando a gestire, modificando il loro tocco sul pedale e la loro lettura della vettura.

Programmi di lavoro e prospettive per Miami

In questo scenario interlocutorio, ogni squadra ha seguito un programma ben preciso: c’è chi, come Mercedes, ha impressionato per il crono finale di Andrea Kimi Antonelli, ma va detto che i giri percorsi complessivamente dalla freccia d’argento non sono stati elevatissimi, segno di priorità diverse. La maggior parte dei team, invece, ha concentrato le proprie energie sulla raccolta massiccia di dati, cercando di affinare la correlazione tra quanto visto in pista e quanto previsto dai simulatori. Il lavoro, per Pirelli, proseguirà nei prossimi giorni, anche in vista della prossima tornata di test sempre in Bahrain. L’obiettivo, ha spiegato Isola, è quello di presentarsi a Melbourne con un quadro più chiaro, ma la vera messa a punto delle mescole continuerà fino a Miami, prima gara per la quale le gomme non sono ancora state spedite e quindi ultima occasione utile per ritoccare le scelte sulla base di questi primi, fondamentali, input.

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