Scontro in Pirelli: Sinochem respinge la decisione del cda sul controllo
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Pirelli ha deliberato, a maggioranza, che il controllo della società da parte di Sinochem – holding legata al governo cinese – è venuto meno "ai sensi del principio contabile Ifrs 10". Una mossa che, se da un lato sembra rispondere alle pressioni normative statunitensi sui "veicoli intelligenti", dall'altro ha scatenato l’immediata reazione del socio asiatico, il quale ha espresso "profondo disappunto e ferma opposizione" rispetto alla valutazione adottata.
Marco Polo International Italy, la holding che raggruppa gli investitori cinesi guidati da ChemChina e detiene il 37% del gruppo, ha contestato senza mezzi termini la decisione. "La società – si legge in una nota – non condivide l’interpretazione fornita da Pirelli in merito alla cessazione del controllo". Un braccio di ferro che si è materializzato già in sede di voto, con i cinque consiglieri vicini a Sinochem – tra cui il presidente Jiao Jian – che hanno votato contro l’approvazione del bilancio 2024, chiuso con un utile di 501 milioni. La maggioranza, tuttavia, ha prevalso con 9 favorevoli su 15.
Lo scontro, che arriva dopo un decennio di collaborazione, riflette tensioni più ampie legate alle politiche industriali e alle sensibilità geopolitiche. Sinochem, che nel 2015 aveva investito 7,1 miliardi per entrare nel capitale, non intende rinunciare alla propria influenza, mentre Pirelli cerca di adeguarsi a normative sempre più stringenti, soprattutto in ottica statunitense. La questione, ora, passerà all’assemblea dei soci del 12 giugno, dove la relazione finanziaria – incluso il punto controverso sul controllo – sarà sottoposta a votazione.




