Pirelli, il bilancio passa nonostante il no di Sinochem: i cinesi non hanno il controllo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’assemblea dei soci di Pirelli ha approvato il bilancio 2024, chiuso con 302 milioni di utili, anche senza il voto favorevole di Sinochem, che detiene una quota del 37% attraverso Marco Polo International (Mpi Italy). La maggioranza – il 57,07% del capitale rappresentato in aula – ha sostenuto il documento, mentre il 42,9%, corrispondente alla partecipazione cinese, si è opposto. Un risultato che, al di là delle cifre, conferma come la minoranza di Pechino, pur ingombrante, non sia sufficiente a imporre le proprie scelte.

Alla votazione, svoltasi con l’86,27% del capitale avente diritto, è stata inoltre deliberata all’unanimità la distribuzione di un dividendo di 0,25 euro per azione. Un segnale di continuità, nonostante le tensioni tra il management guidato da Marco Tronchetti Provera e Sinochem, da mesi al centro di un braccio di ferro sul governo societario. I cinesi, che già avevano respinto la trimestrale, hanno contestato il bilancio non per questioni economiche – i conti sono solidi – ma per il riconoscimento implicito della perdita del controllo.

Camfin, la holding di Tronchetti Provera, rafforzatasi al 27,41%, ha giocato un ruolo decisivo, insieme all’appoggio dei fondi istituzionali. Una dinamica che ribadisce come Pirelli, nonostante il peso di Sinochem, resti saldamente nelle mani dell’asse storico. Le frizioni con il socio cinese, però, non sono secondarie: Pechino guarda con preoccupazione agli sviluppi negli Usa, dove Trump, tornato alla Casa Bianca, potrebbe scrutinare gli investimenti stranieri in settori sensibili come quello degli pneumatici "intelligenti".

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