Pirelli chiude in crescita il primo trimestre, ma lo scontro con Sinochem si inasprisce

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre i conti del primo trimestre segnano un netto miglioramento, con utili saliti a 127,2 milioni di euro (+26,7%) e ricavi vicini a 1,75 miliardi (+3,7%), Pirelli deve fare i conti con un conflitto sempre più acceso con Sinochem, il principale azionista cinese che controlla il 37% del capitale. Le trattative per ridurre la quota del colosso asiatico sotto la soglia del 30%, evitando così l’obbligo di un’opa su tutta la società, si sono interrotte senza accordo, lasciando irrisolta una situazione che rischia di condizionare gli equilibri societari.

La tensione, già emersa con il voto contrario di Sinochem sul bilancio 2024, si è riproposta durante l’approvazione dei risultati trimestrali, quando i rappresentanti cinesi – tra cui il presidente Jiao Jian e i consiglieri Chen Aihua, Zhang Haitao e altri – hanno nuovamente bocciato i conti, approvati comunque a maggioranza. Un dissenso che non riguarda solo i numeri, ma anche le strategie, in particolare quelle legate al mercato statunitense, su cui le due parti non hanno trovato un’intesa.

Marco Tronchetti Provera, attraverso Camfin (secondo azionista con circa il 14%), ha accusato Sinochem di non collaborare, sottolineando come le divergenze rischino di frenare lo sviluppo del gruppo, che pure ha visto l’81% dei ricavi provenire dai prodotti high-tech e premium. Se da un lato i dati economici confermano la solidità di Pirelli, dall’altro la battaglia societaria apre interrogativi sulla governance, soprattutto in un momento in cui la competizione globale nel settore degli pneumatici richiede scelte rapide e condivise.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.