Israele attacca la Francia: «Per voi il 7 ottobre è festa», mentre lo scontro si inasprisce
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Redazione Esteri
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Le relazioni tra Israele e Francia hanno raggiunto un punto di rottura dopo le dichiarazioni del presidente Emmanuel Macron a Singapore, dove ha definito il riconoscimento di uno Stato palestinese non solo «un dovere morale», ma anche «un’esigenza politica». Parole che hanno scatenato la reazione furiosa del governo di Benjamin Netanyahu, il cui ministro della Difesa, Yoav Katz, ha parlato senza mezzi termini di «crociata antisemita».
Mentre in Cisgiordania venivano approvati 22 nuovi insediamenti israeliani, Katz ha ribattuto dalle colonie, accusando Macron di alimentare un clima ostile. «Si gioca la credibilità dell’Occidente», aveva detto il presidente francese, esortando l’Europa a prendere posizioni più dure se Israele non avesse garantito una risposta adeguata alla crisi umanitaria a Gaza. Una provocazione, secondo Tel Aviv, che arriva mentre l’Onu definisce l’enclave palestinese «il posto più affamato del mondo», con il 100% della popolazione a rischio carestia.
La tensione non riguarda solo Parigi. Se la Germania inizia a mostrare resistenze e l’Italia insiste sulla necessità di fermare la guerra, la Spagna – che ha già riconosciuto lo Stato palestinese – spinge per sanzioni e un embargo alle armi. Una posizione che, fino a poco fa, sembrava isolata in Europa, ma che ora trova eco in una crescente insofferenza verso la strategia militare israeliana.
Intanto, le organizzazioni umanitarie denunciano il sistema di distribuzione degli aiuti a Gaza come «strumento per sfollare la popolazione», descrivendo un territorio dove la fame è ormai un’arma. «Un inferno in terra», lo ha definito Médecins Sans Frontières, in un rapporto che non lascia spazio a interpretazioni. Netanyahu, però, non sembra intenzionato a cedere, anzi: mentre la diplomazia europea si irrigidisce, il governo israeliano rilancia insistendo sulla legittimità degli insediamenti in Cisgiordania, presentati come parte irrinunciabile dello «Stato ebraico».




