Terzo mandato e crisi internazionale: la Lega guarda all’Europa mentre il conflitto Israele-Iran si inasprisce
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Redazione Economia
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Mentre la politica italiana si interroga sulle prospettive del centrodestra in vista di un eventuale terzo mandato, Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato, non perde occasione per ribadire le posizioni del partito sull’autonomia energetica e le politiche Ue. «Sui diesel, gli alleati seguano il nostro no allo stop», ha dichiarato, sottolineando come persino Elkann si sia reso conto che «l’Ue ci uccide». Un tono che non ammette mezze misure, quello del leghista, che però deve fare i conti con uno scenario internazionale sempre più instabile.
La domanda sorge spontanea: dove porterà l’escalation tra Israele e Iran? «Purtroppo il primo pensiero è: ci manca solo questo», ha aggiunto Romeo, senza nascondere un certo pessimismo. E intanto, a Teheran, la tensione si trasforma in esodo. Secondo testimonianze raccolte dall’agenzia Dpa, migliaia di abitanti stanno abbandonando la capitale, creando ingorghi interminabili sulle strade che portano verso l’est del Paese, ritenuto più sicuro. Code chilometriche ai distributori, strade deserte, valigie cariche del minimo indispensabile: un quadro che riflette il timore di un conflitto imminente.
Le esplosioni udite oggi nella periferia di Teheran, accompagnate da una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza, confermano che la minaccia è concreta. L’Idf ha annunciato di aver «neutralizzato camion carichi di missili» diretti verso la città, mentre Netanyahu, in visita a una base aerea, ha rivendicato il controllo dei cieli iraniani. «Siamo sulla strada della vittoria», ha dichiarato, senza lasciare spazio a dubbi sulle intenzioni israeliane.




