Caldo record in Svizzera, l’Aare tocca i 24 gradi ma il Ticino resiste: Lugano sfiora il primato del 2015
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Redazione Esteri
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Mentre la canicola che ha avvolto la Svizzera nel fine settimana raggiungeva il suo apice, le colonnine di mercurio hanno infranto diversi record storici, sebbene con un’eccezione degna di nota rappresentata dal Ticino. Zurigo-Fluntern ha visto toccare i 36 gradi, polverizzando il precedente primato che resisteva dal lontano 2003, e analoghi scatti in avanti sono stati registrati a Basilea-Binningen e a Neuchâtel, dove i vecchi massimi risalivano invece proprio ai giorni più roventi dell’attuale ondata di calore.
Un quadro meteorologico che ha portato con sé un’altra conseguenza, destinata a preoccupare gli esperti: le acque dell’Aare, a Berna-Schönau, hanno raggiunto i 24,1 gradi nel pomeriggio di sabato alle 15.30, eguagliando il primato del 2022 per il fiume che attraversa la capitale.
Record sfiorati e notti tropicali, l’umidità fa la differenza
Il dato più significativo, per chi osserva l’evoluzione delle temperature notturne, arriva tuttavia dalla regione che, paradossalmente, è rimasta fuori dai nuovi primati assoluti. Interpellato da MeteoSvizzera, Stefano Zanini ha confermato che a Lugano la minima notturna tra sabato e domenica si è attestata a 25.2 gradi, un valore che sfiora di un soffio il record cittadino di 25.
3 stabilito il 7 luglio del 2015; la notte è stata definita “tropicale” a causa dell’elevato tasso di umidità, una condizione inusuale per la regione e che ha reso il disagio particolarmente diffuso, pur senza superare il picco storico. Un dettaglio che non sfugge agli addetti ai lavori, perché evidenzia come il caldo estremo, in Ticino, si manifesti con caratteristiche diverse rispetto al resto del Paese, dove le temperature diurne hanno invece infranto i record consolidati.
Previsioni a lunga scadenza, l’intelligenza artificiale in soccorso dei fiumi
A fronte di questi estremi termici, i ricercatori hanno messo a punto un sistema di previsione articolato in due fasi, pensato per proteggere la fauna ittica dalle acque sempre più calde. La prima componente del progetto consiste nel prevedere, con un anticipo fino a 32 giorni, l’andamento della temperatura dei fiumi; per raggiungere questo obiettivo, il gruppo di lavoro ha sviluppato un algoritmo di intelligenza artificiale in grado di integrare dati geografici e meteorologici, stimando così l’evoluzione termica dei corsi d’acqua.
Prima di questa sperimentazione, spiegano i ricercatori, non esisteva a livello internazionale alcuno strumento operativo che consentisse una proiezione a così lungo termine sulle acque fluviali, un vuoto che il nuovo modello intende colmare per consentire interventi tempestivi durante le ondate di calore.
Caldo persistente e fiumi sotto osservazione, le stazioni misurano il picco
La canicola, nel frattempo, ha mostrato il suo volto più severo sabato, quando le stazioni di misurazione hanno registrato i valori estremi che hanno portato al crollo dei record precedenti; a Zurigo-Fluntern il termometro ha toccato i 36 gradi, superando il vecchio primato del 2003, mentre Basilea e Neuchâtel hanno visto cadere i propri riferimenti storici, che erano stati stabiliti proprio nel corso della stessa ondata di calore in atto. A Berna, invece, l’attenzione si è concentrata sul fiume Aare: la stazione di Wabern ha rilevato 24.
1 gradi, un dato che eguaglia il primato del 2022 e che accende i riflettori sulla salute degli ecosistemi acquatici. Dalle vette dello Uetliberg a Zurigo fino a San Chrischona, nel canton Basilea Città, passando per la stazione di Lugano, il quadro che emerge è quello di un Paese sotto pressione, dove il caldo notturno e l’umidità fuori norma aggiungono ulteriori tasselli a un’estate che, almeno per ora, non dà segni di tregua.




