Ponte al Pino, ultimo giorno di stop. E il Comune disegna piazza Vasari. Alberi, monumenti e addio zone buie
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Redazione Interno
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Per riveder le stelle pendolari e automobilisti dovranno aspettare fino a domani. Alle 11 in punto infatti l'alt ai treni sotto al nuovo ponte al Pino fresco di varo finirà e la circolazione ferroviaria potrà riprendere regolarmente, con buona pace anche del traffico su gomma che non sarà più appesantito dalle navette con a bordo i passeggeri dell'Alta Velocità, le quali hanno fatto la spola fra Santa Maria Novella e Campo di Marte in questi giorni di stop.
La fine dell'isolamento ferroviario
Domani alle ore 11 terminerà il difficile mese di luglio per la sostituzione del cavalcaferrovia di ponte al Pino, e con esso lo stop alla circolazione ferroviaria tra le stazioni di Campo di Marte e Santa Maria Novella che di fatto aveva diviso l'Italia in due. Il nuovo ponte, del peso di circa 550 tonnellate, è stato posizionato con una gru fatta venire appositamente dagli Stati Uniti dalla portata di 2mila tonnellate, un intervento di ingegneria che ha richiesto una complessa logistica.
Per la gioia anche del traffico su gomma non più appesantito dalle navette con a bordo i passeggeri dell'Alta Velocità, che fanno la spola fra Santa Maria Novella e Campo di Marte. Ieri nella seconda giornata di stop non sono state rilevate particolari criticità da Palazzo Vecchio, con i vigili ai varchi di via Mannelli e viale Mazzini che hanno cercato di domare la viabilità mentre altri agenti scortavano i bus sostitutivi.
I tempi per auto e pedoni
Per la riapertura alle auto invece bisognerà pazientare fino al 14 settembre, data in cui il nuovo impalcato – lungo 32 metri e largo 16, con tre corsie, marciapiedi e una pista ciclabile – sarà finalmente percorribile anche dai veicoli privati. Prima di quella data ci vorrà un ulteriore mini stop nella notte fra il 3 e il 4 settembre per effettuare le prove di carico dell'impalcato, mentre a novembre è prevista l'ultima chiusura per consentire la rimozione della maxi passerella pedonale che allaccia il rione a via Masaccio.
Nel frattempo, dall'alto, le immagini del drone hanno restituito la portata dell'intervento, con il nuovo ponte ormai nella sua sede sopra il fascio di binari e decine di operai impegnati sulla struttura e lungo la sede ferroviaria nelle prime lavorazioni successive al varo, dalla preparazione della soletta alle operazioni di fissaggio e rifinitura.
Il nuovo volto di piazza Vasari
Ma mentre i cantieri procedono verso la conclusione, Palazzo Vecchio è già al lavoro per centrare il bersaglio e sparare bene il proiettile da 1,3 milioni di euro, armato da Rfi per le opere di compensazione al quartiere, che saranno utilizzati per dare un volto nuovo a piazza Vasari e trasformarla in un muscolo vivo del rione. Due settimane fa si è svolta la prima assemblea pubblica del percorso partecipativo "Nuove forme di città", un'occasione per raccogliere le indicazioni di residenti e commercianti della zona su come far rinascere la piazza.
L'indicazione che è emersa dalla prima puntata è chiara: a partire dal verde, i partecipanti hanno chiesto nuove piantumazioni ad alto fusto con alberi adulti, evitando siepi e cespugli bassi che sono stati utilizzati come "magazzino" dai pusher. Via la ghiaia e benvenuto manto erboso, e soprattutto mai più zone nascoste o che possano essere utilizzate come nascondiglio.
Le persone hanno anche inviato un messaggio chiaro: piazza Vasari deve diventare una sorta di "piazza della pace", valorizzando la memoria storica del luogo. A partire dalla porzione di vecchio impalcato – quella della spalletta nord – conservata e salvata dalla demolizione, una pietra che conserva ancora i fori dei proiettili dello scontro che nell'agosto del 1944 vide contrapposti partigiani e nazifascisti.
Il ponte era infatti il confine tra la città liberata e quella sotto il giogo tedesco, e per conquistarlo morirono combattendo per la libertà i partigiani Enrico Giachi, Enrico Lapi, Ugo Horloch e Rodolfo Panteri, come dimostra la lapide apposta poco distante, sul viale dei Mille.
Monumenti, luce e mobilità
Una storia che i residenti hanno detto di voler conservare come monumento al centro di piazza Vasari, insieme alla fontana monumentale del 1930 e alle testimonianze della casa del Dazio (antecedente alla costruzione del ponte) che poi divenne "casermetta" dei vigili urbani. Tra gli interventi previsti da Palazzo Vecchio c'è anche il potenziamento dell'illuminazione pubblica vicino alla rampa di via Luca Giordano e l'adeguamento dei marciapiedi per renderli a prova di mobilità ridotta.
E via Pacinotti? L'incontro è stato anche il momento per fare il punto sul nuovo volto della strada e la pedonalizzazione light avviata nell'ultimo mese: il 62% dei partecipanti ha promosso l'iniziativa apprezzandola "molto" o "abbastanza", a fronte di un 38% di valutazioni critiche. Fra le richieste dei contrari c'è il ripristino della sosta – almeno quella breve – e chi invece chiede più alberature, a dimostrazione che il cantiere del nuovo ponte sta ridisegnando non solo un'infrastruttura, ma l'intero volto del quartiere.
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