Sinner e Alcaraz, il viaggio insieme verso la sfida di Melbourne
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Redazione Sport
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L’australiano, che si staglia all’orizzonte con i suoi campi in cemento Plexicushion e il suo caldo secco, non è mai stato un torneo particolarmente benevolo con Carlos Alcaraz, il quale, nonostante il palmarès che lo innalza a numero uno del mondo, non ha mai saputo andare oltre i quarti di finale nel grande appuntamento di gennaio. È forse anche per questo, per stemperare l’attesa di una prova così impegnativa, che lo spagnolo e il suo grande rivale, Jannik Sinner, hanno scelto di condividere le lunghe ore di volo che dalla Corea del Sud portano verso l’Oceania, in un’atmosfera rilassata che poco ha avuto a che fare con le tensioni competitive.
Un trasferimento in comune tra sorrisi e riposo
Dopo l’esibizione di sabato a Incheon, vinta da Alcaraz con un doppio 7-5 7-6, i due fenomeni del tennis mondiale, insieme ai loro team ingrossati dalle recenti novità tecniche, hanno infatti imboccato insieme la via del ritorno, trasformando un normale trasferimento in un momento di condivisione informale. “Viaggiare con Carlos è stato fantastico”, ha raccontato con semplicità Sinner all’arrivo, sottolineando come abbiano dormito tanto e parlato poco, in un riposo che vale più di molte parole. Una scelta, quella di unire le comitive, che parla di un rispetto reciproco che trascende la rivalità, permettendo a entrambi di affrontare con minore pesantezza il fuso orario e la logistica di un viaggio intercontinentale.
L’arrivo e le prime impronte sul cemento
Giunti a destinazione, i due atleti sono apparsi sorridenti e distesi, pronti a immergersi nell’aria calda di Melbourne che prelude alla prima grande battaglia dell’anno. Sinner, in particolare, non ha perso tempo, trovando subito la via della Rod Laver Arena per il suo primo allenamento, un test cruciale per affinare la sensazione con la palla, specialmente nei colpi da rimbalzo, e per prendere dimestichezza con quelle condizioni di giudo così specifiche. Le immagini lo hanno mostrato concentrato, ma con quella serenità tipica di chi ha già assaporato il successo in un major e sa come gestire la pressione dei giorni che precedono il via.
Il nuovo capitolo tecnico per Alcaraz
Diverso, invece, il contesto per Alcaraz, il quale si appresta a scrivere un nuovo capitolo della sua già luminosa carriera senza al suo fianco Juan Carlos Ferrero, il mentore che per sette anni lo ha guidato alla conquista di sei titoli dello Slam. Al suo posto, per questa stagione 2026 che inizia proprio sotto il sole australiano, siederà sulla panchina il connazionale Samuel Lopez, un cambiamento non da poco che aggiunge un elemento di curiosità alla sua corsa verso un trofeo che gli è sempre sfuggito. Un mutamento che, se da un lato interrompe una consolidata consuetudine, dall’altro potrebbe portare quell’aria nuova utile per sciogliere l’incantesimo negativo di Melbourne Park.




