Morte di Alex Marangon, gli sciamani parlano di incidente
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Redazione Interno
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Alex Marangon, un giovane di 25 anni di Venezia, è morto in circostanze misteriose durante un rituale sciamanico nell'abbazia di Vidor, a Treviso. La notte tra il 28 e il 29 giugno, Alex è scomparso e il suo corpo è stato successivamente ritrovato su un isolotto nell'alveo del fiume Piave, nella zona di Ciano del Montello.
Il rituale e la scoperta
Alex era a Vidor per partecipare a un ritiro di appassionati di medicina tradizionale amazzonica. Sul suo corpo sono state trovate ferite profonde alla testa e al torace, che sono state fatali per il giovane. Nonostante la partecipazione al rituale, gli sciamani presenti sostengono che Alex non aveva assunto ayahuasca, una potente pianta allucinogena utilizzata in tali cerimonie, e che era molto nervoso.
La versione degli sciamani
Jhonni Benavides e Sebastian Castillos, i "curanderos" colombiani presenti al raduno, hanno parlato per la prima volta attraverso il loro avvocato, Oscar Palet Santandreu. Secondo loro, la morte di Alex non è stata un omicidio, ma un incidente. Hanno raccontato che nessuno ha visto Alex cadere, ma tutti hanno sentito un tonfo e un grido secco. Tuttavia, dopo l'incidente, i due sciamani si sono resi irreperibili.
Le indagini in corso
La procura di Treviso sta indagando sulla morte di Alex per omicidio volontario contro ignoti. Benavides e Castillo, che al momento si trovano in un luogo segreto, non sono stati ancora interrogati dagli inquirenti. La morte di Alex Marangon rimane un mistero e il caso resta aperto. Gli sciamani, pur esprimendo il loro dispiacere per l'accaduto, negano categoricamente qualsiasi coinvolgimento nella morte del giovane.




