Il digitale è la scelta migliore per gli sviluppatori: il CEO di Lords of the Fallen spiega i guadagni
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La notizia, rimbalzata in tutto il settore con l'annuncio di Sony dell'addio ai dischi fisici a partire dal 2028, ha riacceso il dibattito sul futuro della distribuzione dei videogiochi. A dare il suo contributo alla discussione è stato Marek Tyminski, fondatore e CEO di CI Games, lo studio che ha sviluppato l'action RPG Lords of the Fallen, il quale ha spiegato con un intervento sui social media, poi ripreso da varie testate, perché il passaggio al digitale sia ormai un'opzione economicamente ineludibile per gli sviluppatori.
Le sue dichiarazioni si inseriscono in un contesto già infuocato, dove alle proteste degli utenti, che hanno sommerso i canali social di PlayStation, si sono aggiunte le parole di una delle voci più autorevoli dell'industria, Hideo Kojima, che ha espresso tutta la sua tristezza e preoccupazione.
I numeri del digitale secondo Marek Tyminski
Secondo i calcoli di Tyminski, la differenza di guadagno tra una copia fisica e una digitale è talmente abissale da rendere il supporto tradizionale sempre più difficile da giustificare. Prendendo come esempio un gioco venduto al prezzo standard di 69.99 dollari, il CEO di CI Games ha spiegato che dal prezzo di copertina si devono sottrarre diversi costi: tra il 25% e il 35% va al margine del rivenditore, un ulteriore 10-20% viene assorbito dai distributori e circa 10 dollari servono per la produzione fisica del disco e della confezione.
Alla fine, nelle tasche dello sviluppatore o dell'editore finiscono poco più di 26 dollari. Al contrario, per la stessa vendita in formato digitale, il ricavo netto può aggirarsi intorno ai 49 dollari, cioè quasi il doppio, anche nello scenario meno favorevole.
L'accelerazione verso il futuro e l'effetto GTA VI
Tyminski ha poi puntato il dito contro le mosse di Rockstar Games e Sony, che a suo dire stanno accelerando in modo esponenziale un cambiamento già in atto. La decisione di Grand Theft Auto VI di non includere un disco nella sua edizione fisica, mettendo in vendita scatole contenenti solo un codice di download, è stata definita da Tyminski come "ingiusta" per quegli studi che ancora sostengono il formato fisico.
Questa scelta, unita alla data precisa del 2028 per la cessazione della produzione dei dischi PlayStation, rischia di avere un effetto immediato: il CEO di CI Games ha avvertito che potremmo assistere a un drastico taglio delle uscite su disco già a partire dal 2027, molto prima di quanto inizialmente previsto. La sua analisi non è isolata, ma si allinea a quella di analisti di settore secondo cui, con una fetta di mercato fisico ormai sotto il 20% delle vendite totali, il sostegno a questo formato diventa economicamente insostenibile.
Il caso Lords of the Fallen 2 e la resistenza di CI Games
Nonostante queste chiare evidenze economiche, Tyminski ha ribadito che CI Games ha ancora intenzione di pubblicare Lords of the Fallen 2 in edizione fisica, sebbene abbia ammesso che la decisione sia diventata "difficile da giustificare" dal punto di vista commerciale. Lo sviluppo del gioco, recentemente rinviato all'inizio del 2027, procede quindi con l'obiettivo di offrire una versione su disco, ma le parole del CEO lasciano intendere che potrebbe essere uno degli ultimi titoli a farlo per lo studio polacco.
CI Games, in questo, si trova a navigare in un mercato che cambia rapidamente, dove la tentazione di abbracciare la maggiore redditività del digitale è fortissima, e la scelta di mantenere il supporto fisico rischia di diventare un'eccezione dettata più dalla tradizione che dalla convenienza.
Le preoccupazioni di Kojima e la protesta dei giocatori
A rendere la questione ancora più complessa è il fattore culturale e affettivo, che ha trovato in Hideo Kojima un portavoce d'eccezione. Intervenendo al festival cinematografico Il Cinema in Piazza, il celebre game designer ha dichiarato di essere "molto triste" per la fine della produzione dei dischi, sottolineando come la sua generazione sia cresciuta con i supporti fisici.
La sua critica, però, è andata oltre la semplice nostalgia, toccando il nodo cruciale della proprietà digitale: Kojima ha definito "spaventoso" lo scenario in cui l'accesso ai videogiochi sia mediato esclusivamente dallo streaming, dove il giocatore non possiede più il dato ma si limita ad aprirlo un "rubinetto" di dati che, con un cambio di politiche o di governance aziendale, potrebbe essere chiuso in qualsiasi momento.
Queste dichiarazioni riecheggiano il malcontento di centinaia di migliaia di utenti: la petizione online "Don't Kill the Disc", lanciata per chiedere a Sony di fare marcia indietro, ha già superato le 200.000 firme, dimostrando come per molti il valore del possesso fisico sia ancora un elemento centrale dell'esperienza videoludica.




