Vingegaard e Pogacar, il duello infinito che riscrive la storia del Ventoux
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Redazione Sport
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Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar hanno trasformato il Mont Ventoux in un laboratorio di pura potenza, demolendo con fredda precisione un record che sembrava intoccabile. Quello di Iban Mayo, stabilito nel 2004 con un tempo di 55’51” nella cronoscalata del Delfinato, è stato polverizzato dai due rivali, che hanno chiuso la loro cavalcata rispettivamente in 54’41” e 54’43”. Un distacco che, su una salita così leggendaria, assume i contorni di un’impresa quasi surreale.
La tappa, la 16a del Tour de France 2025, è stata un concentrato di sofferenza e strategia, con temperature torride e un vento che ha reso ogni pedalata un supplizio. Eppure, nonostante le condizioni proibitive, Pogacar e Vingegaard hanno continuato a scambiarsi attacchi su pendenze che sfioravano il 10%, come se il dislivello fosse una semplice formalità. Il norvegese, che pure aveva mostrato qualche cedimento nelle tappe precedenti, ha tenuto testa allo sloveno, confermando che il loro duello è ormai il cuore pulsante di questo sport.
A completare il quadro, Ben Healy, l’irlandese già protagonista di una vittoria di tappa e di un giorno in maglia gialla, ha sfiorato l’ennesima impresa. "Ho detto agli altri ‘prima prendiamo Mas e poi facciamo i giochetti’", ha raccontato dopo il secondo posto, rivelando una mentalità da predatore che gli ha permesso di animare la fuga e lottare fino agli ultimi metri.




