Duplantis vola a 6,29 e riscrive ancora la storia dell’asta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Armand "Mondo" Duplantis, che già da tempo ha trasformato il salto con l’asta in una personale galleria di record, ha superato se stesso ancora una volta. A Budapest, nel corso del Grand Prix di atletica leggera, lo svedese – nato negli Stati Uniti ma cresciuto sotto la bandiera gialloblu – ha stabilito il suo tredicesimo primato mondiale, portando l’asticella a 6 metri e 29 centimetri. Un centimetro in più rispetto al precedente limite, fissato a Stoccolma pochi mesi fa, e un ulteriore passo verso un dominio che, dal 2020 a oggi, non conosce rivali.

Quello di ieri, 12 agosto, è stato un exploit annunciato ma non per questo meno spettacolare. Duplantis, dopo un primo tentativo fallito, ha trovato la giusta concentrazione al secondo salto, planando con eleganza sul materasso mentre il pubblico, in piedi, esplodeva in un applauso che suonava come tributo all’evidente superiorità tecnica dell’atleta. La misura, che sembrava già ai confini dell’umano quando Sergej Bubka – leggenda indiscussa della disciplina – superò per primo i sei metri, ora appare quasi routine nelle mani (e nelle gambe) del venticinquenne.

Non è un caso che, tra i presenti all’impianto di Budapest, molti abbiano parlato di "un’era Duplantis", paragonabile solo a quella di Bubka negli anni Novanta. Se allora il sovietico-ucraino migliorò il record mondiale ben 35 volte, oggi lo svedese – con una progressione meno frequente ma altrettanto implacabile – ne ha già eguagliato il mito. E mentre l’atleta si prepara per il prossimo appuntamento a Tokyo, dove potrebbe tentare un ulteriore assalto alla storia, resta la sensazione che il suo nome sia destinato a rimanere a lungo in cima alle classifiche.

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